DD
AMELIA – Dal 26 luglio al 13 settembre il Teatro Sociale di Amelia ospiterà “Aenigma. Germanicus. Il colosso di Amelia”, la nuova mostra del fotografo Maurizio Galimberti, tra i più importanti artisti italiani della fotografia contemporanea. Curata da Fabrizio Razza, l’esposizione propone un dialogo originale tra archeologia e arte contemporanea, prendendo come protagonista il celebre Germanico, il colossale bronzo romano custodito al Museo Civico Archeologico della città. L’inaugurazione è in programma domenica 26 luglio alle 18.30 al Teatro Sociale. L’esposizione resterà aperta fino al 13 settembre. L’opera nasce dalla straordinaria vicenda del Germanico, riportato alla luce ad Amelia il 3 agosto 1963. La monumentale statua romana fu rinvenuta in oltre sessanta frammenti, testimonianza di una storia lunga secoli che solo un complesso e paziente lavoro di restauro ha permesso di ricomporre. Da questa suggestione prende forma “Aenigma”, un progetto che riflette sul valore del frammento, della memoria e della ricostruzione.
Attraverso il suo inconfondibile mosaico fotografico, Maurizio Galimberti sceglie infatti di “scomporre” nuovamente il colosso bronzeo. Non per distruggerne l’unità, ma per restituirne una nuova lettura. Volto, armatura e dettagli della statua vengono reinterpretati attraverso decine di immagini che trasformano il Germanico in un’opera viva, capace di raccontare il dialogo tra passato e presente. La mostra si sviluppa su una superficie di circa 40 metri quadrati all’interno della platea del Teatro Sociale, dove i pannelli fotografici sono sospesi a un metro da terra. Un allestimento pensato per essere osservato anche dai palchi del teatro, offrendo al visitatore una prospettiva immersiva e invitandolo a ricomporre idealmente l’opera attraverso il proprio sguardo. L’obiettivo del progetto è mettere in relazione la frattura della storia con la frammentazione artistica contemporanea. Il linguaggio fotografico di Galimberti non si limita a documentare il reperto archeologico, ma ne propone una rilettura emozionale, trasformando ogni singolo tassello in un frammento di memoria.
Nato a Como nel 1956, Maurizio Galimberti è conosciuto a livello internazionale come il pioniere del mosaico fotografico. La sua ricerca artistica, iniziata con la fotografia Polaroid e sviluppata nel corso degli anni attraverso nuove tecnologie, è fortemente influenzata dal Cubismo di Pablo Picasso e dal Futurismo di Giacomo Balla. Le sue opere, dedicate a personaggi del cinema, dell’arte, ai paesaggi e ai grandi capolavori della storia, sono costruite attraverso la scomposizione dell’immagine in molteplici istantanee che danno vita a nuove architetture visive. La mostra sarà visitabile fino al 13 settembre con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20; sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 22.


