Un luogo dedicato all’arte, alla socialità, alla valorizzazione del patrimonio culturale in abbandono
TERNI – «Almeno tenetelo pulito». Un luogo dedicato all’arte, alla socialità, alla valorizzazione del patrimonio culturale in completo abbandono: il Caos. Con l’erba alta a ridosso dell’entrata del museo Giontella, del teatro Secci e dell’ex Fat (poi BSide). Chiuso. D’altronde quel nome era stato scelto per indicare il lato B del Baravai, il festival da 100mila presenze che per cinque anni ha animato l’estate ternana. Ma è sparito anche quello.
Il BSide voleva essere caffetteria, ristorante e cocktail bar aperto dal martedì alla domenica fino alle due di notte per ospitare concerti e spettacoli anche in inverno, sulla scia del Fat Art Club, ma il progetto è franato un anno fa e forse la chiusura di quello spazio dedicato all’intrattenimento (comunale ma in carico a Le Macchine Celibi) ha contribuito a rendere il complesso del Caos meno frequentato. Ma all’ex Siri c’è sempre il museo di arte contemporanea De Felice, l’archeologico Giontella e il teatro Secci. L ’erba alta, invece, non ci dovrebbe stare.












