FdI esprime solidarietà a Simona Vitali. «Non si possono chiedere più di 10mila euro di multa solo per aver osato sfidare la sinistra e il Pd»

La nota

GUALDO TADINO (Perugia) – “Due manifesti nella sede elettorale, 10.531,50 euro di multa. Non si possono chiedere oltre diecimila euro solo per aver osato sfidare la sinistra e il PD. Un caso, forse, unico in Italia.La vicenda che coinvolge Simona Vitali, candidata sindaco a Gualdo Tadino e oggi consigliere comunale di opposizione, lascia senza parole”: inizia così una nota stampa firmata dai maggiorenti di Fratelli d’Italia in Umbria.
“Per aver esposto due manifesti sulle vetrine della propria sede elettorale . continuano da FdI – il Comune le ha chiesto di pagare una sanzione di 10.531,50 euro. Una cifra enorme e del tutto sproporzionata per una modalità di allestimento comunemente utilizzata durante le campagne elettorali. Anche la sede di Perugia della presidente della Regione, Stefania Proietti, così come molte altre sedi elettorali di candidati appartenenti a diversi schieramenti politici, era allestita in modo analogo. Eppure, non risultano, né in altri Comuni dell’Umbria né nel resto d’Italia, sanzioni neppure lontanamente paragonabili”.
Per FdI è proprio questo “l’aspetto più inquietante della vicenda: è difficile non avere l’impressione che a Simona Vitali sia stato presentato un conto così pesante semplicemente per aver osato sfidare la sinistra e il Partito Democratico in una delle loro roccaforti. Simona Vitali aveva presentato ricorso contro i verbali. Il ricorso di primo grado è stato respinto, ma avrebbe potuto proporre appello e proseguire la propria difesa. Nel frattempo, però, il Consiglio comunale è stato convocato per esaminare la sua posizione e l’ha dichiarata incompatibile proprio a causa della causa pendente nei confronti del Comune. Si è così trovata davanti a una scelta difficile: continuare a difendersi in Tribunale, rinunciando al ruolo di consigliere comunale, oppure rinunciare all’appello, pagare la sanzione e continuare a rappresentare i cittadini che l’avevano eletta. Ha scelto di rispettare il mandato ricevuto dagli elettori e di non abbandonare il proprio ruolo. Dopo aver rinunciato all’appello, le è stato richiesto il pagamento di 10.531,50 euro. Di fronte a un importo così elevato, ha presentato un’istanza in autotutela chiedendo almeno una riduzione ispirata a criteri di equità e proporzionalità. Anche questa richiesta è stata respinta, pur avendo la stessa amministrazione riconosciuto che l’eventuale accoglimento dell’istanza rientrava nella propria discrezionalità”.
“Questa vicenda ha superato ogni limite di ragionevolezza”, dichiara il sottosegretario e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Umbria Emanuele Prisco. “Premesso che nessuno si sente al di sopra della legge, quando però il formalismo burocratico diventa eccessivo e sembra trasformarsi in uno strumento irragionevole e iniquo per colpire il principale esponente dell’opposizione al sindaco, qualche dubbio è inevitabile.”
Il senatore Franco Zaffini afferma: “Simona Vitali è stata costretta a scegliere tra il diritto di difendersi e il dovere morale di rappresentare i cittadini. Ha scelto di restare al proprio posto, dimostrando correttezza, affidabilità e rispetto verso gli elettori. Nonostante questo, le è stato presentato un conto di 10.531,50 euro e non le è stata concessa neppure una riduzione.”
L’eurodeputato Marco Squarta dichiara: “Non risulta che in altre città dell’Umbria, né tantomeno nel resto d’Italia, siano mai state inflitte sanzioni di questa portata per situazioni analoghe. Se il rigore vale soltanto quando a essere colpita è una consigliera comunale di centrodestra, siamo di fronte a un fatto di una gravità inaudita. A parti invertite, una vicenda del genere non si sarebbe mai verificata. È difficile non vedere in tutto questo un’evidente scelta politica. Nessuno può essere chiamato a pagare oltre diecimila euro solo per aver osato sfidare la sinistra e il Partito Democratico. Chiedere 10.531,50 euro per due manifesti elettorali è semplicemente assurdo.”
Fratelli d’Italia esprime la propria piena solidarietà a Simona Vitali e continuerà a denunciare una vicenda che pone seri interrogativi sul principio di proporzionalità, sull’uguaglianza di trattamento e sull’imparzialità dell’azione amministrativa.

Colori, scorci e passione: Piediluco si trasforma in una galleria a cielo aperto

Il consiglio boccia il piano economico sui rifiuti. Ma i rincari non sono scongiurati