Bandecchi e la sua maggioranza scelgono lo scontro frontale con Asm ed Acea
TERNI – Bandecchi e la sua maggioranza hanno bocciato nell’aula del consiglio comunale il nuovo piano economico finanziario per la raccolta e il conferimento dei rifiuti. Quel Pef che contiene un aumento di un milione di euro di costi, in quanto non bastano 24 milioni e 600mila euro l’anno per gestire la spazzatura di Terni, nonostante i Ternani siano tra i cittadini più virtuosi dell’Umbria nella raccolta differenziata.
Il no al Pef presentato dalle autorità che sovrintendentono alla gestione dei rifiuti è essenzialmente un no politico. Il sindaco Bandecchi lo ha detto in aula che lui vuole dare un segnale di non adesione al meccanismo dei costi che ogni anno aumentano e vengono riversati automaticamente sui cittadini. Ha messo sotto accusa la gestione di Asm a conduzione Acea, in quanto la società non riesce a contenere i costi di raccolta.
Ha accusato la Regione di un ciclo dei rifiuti costoso e imperfetto in quanto l’indifferenziato di Terni finisce nella discarica di Orvieto. Un trasferimento costoso in termini trasporto e conferimento.
Tutte accuse che in gran parte stanno nei fatti ma che non cambiano i fatti. La realtà dice che per il 2026 ci vogliono un milione di euro in più per la gestione dei rifiuti. Denari che la maggioranza di Bandecchi non ha voluto accordare al trio Asm, Acea, Cosp Tecno Service. Ma che continueranno ad essere una partita debitoria perché la società municipalizzata li continuerà a richiedere. Magari anche utilizzando gli strumenti legali.
Per i Ternani dunque i rincari della Taric restano dietro l’angolo. E magari il conto potrebbe crescere alla luce di interessi e spese legali.


