L’Anac che bussa alla porta dell’azienda multiservizi, agita, e non poco, la politica ternana. IL DOCUMENTO
AU. PROV.
TERNI – Per Stefano Bandecchi e la sua maggioranza, sembra essere diventata una corsa ad ostacoli. Un giorno c’è la Procura della Repubblica, un altro la Soprintendenza, un altro ancoraci sono i tifosi della Ternana. E poi i pro Pal e gli amici del verde. Una via Crucis per l’indomito Bandecchi, che a fare il “povero Cristo” flagellato non ci pensa proprio. Ma i suoi (consiglieri comunali di maggioranza), i colpi li accusano. Eccome, se li accusano. Nella chat di Alternativa popolare, ogni giorno c’è una zuffa. Ed è una gara ad informare i mezzi di comunicazione. Le acque si sono nuovamente agitate da martedì sera, quando la maggioranza si è divisa su come rispondere alle richieste di dimissioni del sindaco avanzate dal Pd, in particolare dal senatore Walter Verini. Alcuni consiglieri di Ap avrebbero voluto andare dal prefetto per far sentire anche la voce della maggioranza. Ma altri si sono opposti. Urla e strepiti. Con qualcuno che è arrivato a paventare persino le dimissioni. La bagarre è andata avanti mercoledì pomeriggio, quando si è diffusa la notizia che Anac ha messo sotto la lente di ingrandimento la nomina di Sergio Cardinali a presidente di Asm. La poltrona della municipalizzata è infatti ambitissima, così come i posti da assessore. Nel gruppo di Ap ci sono almeno tre consiglieri che aspirano ad incarichi amministrativi, che reclamano visibilità, che chiedono attenzione da parte di Stefano Bandecchi. Più di un consigliere di Ap, ad esempio, non ha gradito i molteplici incarichi (e le molteplici retribuzioni) assegnati a Raffaello Federighi.
Bandecchi, finora non ha risposto in chat. Ma chi gli è vicino lo dipinge come una pentola a pressione. Il sindaco e presidente della Provincia, è stanco degli attacchi, dei pasticci amministrativi, dei malumori di alcuni consiglieri, ogni giorno più affamati. Fermo restando che il sindaco ci ha messo del suo, ad iniziare dal rimpasto di febbraio quando, per liberarsi di un paio di assessori divenuti davvero indigesti, ha azzerato quasi tutta la giunta.
I problemi di Bandecchi, al momento, sono soprattutto nella sua maggioranza. Gli attacchi delle opposizioni se li aspettava, specie da alcuni consiglieri che già si erano duramente scontrati con lui. In queste ore, Marc Cecconi (FDI), rivendica con orgoglio la paternità dell’esposto che ha portato Anac ad accendere i riflettori sulla nomina di Cardinali in Asm. Cecconi, ha sempre sostenuto che quella nomina non fosse rispettosa dell’ordinamento degli enti locali, perché l’ex dirigente della Cgil è uscito dalla giunta Bandecchi ed è entrato nella partecipata del Comune di Terni, senza alcuna interruzione temporale. Dice Cecconi: «Ancora una volta e per l’ennesima, le carte dimostrano che le regole della buona amministrazione sono una cosa distinta e distante dalle pratiche dell’attuale governo cittadino».
«Non si amministra la cosa pubblica pensando di farlo pari pari come si fa nella propria azienda. Non si amministra la cosa pubblica pensando che le regole stabilite dal legislatore, e a maggioranza dal consiglio comunale, siano magari inutili orpelli. Terni non è una libera repubblica e l’Autorita’ Nazionale Anticorruzione, pur concedendo al Comune 30 giorni per ogni contro deduzione, ha confermato le nostre perplessità. Insomma, sul piano dei contenuti non posso che constatare che questa amministrazione ogni due passi ne deve fare tre indietro».


