«La Culla per la vita è un presidio sociale che va riattivato»

L’ex assessore al Welfare, Viviana Altamura, rivolge un accorato appello a Regione, Comune, Azienda ospedaliera e Usl2: «Terni ci ha investito. Sarebbe un peccato disperdere quel patrimonio di impegno e di responsabilità condivisa»

TERNI – «La riapertura della Culla per la vita di Perugia è una bella notizia per tutta l’Umbria. E dimostra che, quando istituzioni, sanità, volontariato e associazioni lavorano insieme, è possibile garantire un presidio fondamentale a tutela della vita». Viviana Altamura ricorda il giorno dell’inaugurazione – il 6 ottobre del 2023 – della Culla per la vita allestita in Via Malnati. C’era il vescovo Soddu  (Terni aveva la Culla per la vita e anche un vescovo) e Claudia Koll. Quel giorno Terni si dotava di un presidio di emergenza per il salvataggio di neonati, dotato di tutti i confort e dei sistemi di sicurezza per salvaguardare la loro salute, che però, per ragioni burocratiche, già un anno e mezzo dopo non era più operativo. Perciò, per il grande valore di un presidio grazie al quale una mamma ha l’opportunità di affidare in mani sicure il destino di suo figlio nell’anonimato – un segnale acustico avvisa il personale medico della presenza del piccolo – l’ex assessore al Welfare rivolge un accorato appello a Regione Umbria, Azienda ospedaliera Santa Maria,  Usl 2 a tutti gli enti competenti affinché si possa arrivare, nel più breve tempo possibile, alla sua piena riattivazione.

«Mi auguro che la riapertura di Perugia rappresenti un impulso forte anche per Terni. Restituire alla città questo importante presidio – sottolinea Viviana Altamura – significa investire nella tutela della vita, nella vicinanza alle persone più fragili e nella forza di una comunità che sceglie di non lasciare nessuno solo. Sarebbe un peccato disperdere quel patrimonio di impegno e di responsabilità condivisa. Le Culle per la vita non sono solo strutture tecniche, ma segni concreti di una società che accoglie senza giudicare».

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