L’arringatore di Pila: alla ricerca del santuario etrusco

Il convegno

di Vincenzo Silvestrelli*

PERUGIA – Si è svolto a Pila un partecipato convegno denominato «La III giornata dell’arringatore», domenica 5 luglio sul tema, ormai noto, del romanzesco ritrovamento della statua dell’arringatore di Pila, coordinato dal prof. Carmelo Tassi e organizzato dalla Associazione Pro Pila.
La discussione sul luogo di ritrovamento della statua fu risolta del dott. Alberto Maria Sartore, (1957-2022), funzionario dell’Archivio di Stato di Perugia studiando le carte di un processo svoltosi dal 1567 al 1574, in cui una nobildonna perugina Mansueta de’ Mansueti e suo figlio Scipione si erano costituiti nei confronti di un contadino, Costanzo di Camillo conosciuto come “«Barbone di Pila». La statua, ritrovata dal contadino nelle terre appartenenti alla nobildonna, era stata nascosta e venduta a mandatari del Duca di Firenze, poi Granduca di Toscana, Cosimo dei Medici (1519 -1574) e ora è custodita presso il museo archeologico di Firenze. Per nascondere il trafugamento infatti fin dal 1591 si era affermato che la statua fosse stata trovata nelle vicinanze del Lago Trasimeno e riguardasse la famosa battaglia in cui i romani furono sconfitti da Annibale.
Fu anche, probabilmente, al centro di una vicenda diplomatica fra il Granduca Cosimo ed il Papa Paolo V che dovrebbe aver accettato il trasferimento per favorire le relazioni con Firenze.
Ha portato i saluti istituzionali del Comune, l’assessore al Bilancio Alessandra Sartore, che ha ricordato il fratello ed il suo ruolo di studioso eclettico e originale.
Sono seguite le relazioni di Luana Cenciaioli, archeologa, che ha parlato delle vie etrusche nel territorio perugino, connesse alla presenza di santuari. Anna Rebecca Sartore, storica dell’arte, ha ricostruito la vicenda del processo, insieme a Paolo Braconi, archeologo e scrittore. Giorgio Postrioti, archeologo e responsabile della Soprintendenza Archeologica e Belle Arti, ha illustrato le caratteristiche della statua, che potrebbe risalire al II secolo a. C. ed ha aperto alla possibilità di una campagna di scavi. Luca Pulcinelli, etruscologo, ha dato elementi sulla iscrizione della statua e ha riportato i confronti oggi possibili grazie ai recenti ritrovamenti di San Casciano. Maria Rita Silvestrelli, storica dell’arte, ha parlato del ruolo della famiglia nobiliare dei Mansueti e delle altre famiglie perugine coinvolte nella vicenda. Monica Gigliarelli, docente della scuola primaria di Pila, ha illustrato i lavori dei bambini sulla statua, evidenziando il legame della comunità con l’antico personaggio.
Il prof. Francesco Marcattili, archeologo della Università di Perugia, ha annunciato l’inizio di alcune prospezioni non invasive nell’area della fonte di S. Ilario a Pila, dove l’arringatore fu trovato. E’ possibile infatti ipotizzare la presenza di una santuario etrusco in cui, come a San Casciano, potrebbero essere trovate altre sorprese significative.
Il convegno si è concluso con un «pranzo etrusco».

*presidente associazione EticaMente

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