di Leonardo Caponi*
PERUGIA – Ricordo distintamente che quando Massimo Monni, tra il primo e il secondo turno, comunicò che avrebbe votato per la candidata progressista, disse che lo faceva perchè, delle due, era quella che non gli aveva promesso niente. La candidata progressista confermò con parole da libro cuore. Ora io non ho obiezioni di carattere etico morale o istituzionale alla operazione politica che ha portato Monni ad un importante incarico cittadino. Voglio rimanere amico di Monni, non me la prendo con lui e personalmente, gli auguro i migliori successi.
Credo altresì che la designazione di un ex consigliere comunale e regionale di Forza Italia, candidato a Sindaco anche contro i progressisti e ricredutosi una settimana prima del ballottaggio, sposti a destra, come si diceva un tempo, l’asse politico istituzionale della coalizione di governo. Ma della politica chi se frega!
Della storia non me ne frega niente neanche a me. Una fra tante. Chiedo però alla coalizione progressista, pomposamente chiamata patto avanti, di cancellare, tra le tante mirabilie, sogni e suggestioni che ci ha venduto, la pretesa di rappresentare una nuova politica, pulita ed emendata dalle “porcherie” (politiche) di quella vecchia. Quanto a me al mio 0,5, sono molto orgoglioso di averlo preso e di me stesso.
*già senatore e candidato sindaco del Pci alle amministrative di Perugia del 2024


