“Meet Me Up”, due anni di prevenzione contro le dipendenze giovanili

Il progetto della Comunità Incontro ETS chiude con risultati incoraggianti

TERNI –  Si chiude con un bilancio positivo “Meet Me Up”, il progetto promosso dalla Comunità Incontro ETS di Amelia e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze, nato con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione delle dipendenze tra gli adolescenti attraverso il coinvolgimento diretto di scuole e famiglie della provincia di Terni. Dopo due anni di attività, l’iniziativa restituisce un quadro ricco di dati e indicazioni utili, confermando quanto sia fondamentale intercettare precocemente i segnali di disagio e fornire agli adulti strumenti efficaci per riconoscerli e affrontarli.

Avviato nel 2024 con una serie di interventi informativi e formativi negli istituti scolastici superiori del territorio, il progetto ha coinvolto l’équipe multidisciplinare della Comunità Incontro, dirigenti scolastici, insegnanti e genitori in un percorso costruito attorno alla prevenzione. Elemento centrale dell’iniziativa è stata la piattaforma digitale Meet Me Up, sviluppata per valutare il livello di conoscenza di docenti e famiglie sul tema delle dipendenze e accompagnarli attraverso contenuti interattivi, guide pratiche e un gioco di edutainment pensato per facilitare l’apprendimento in modo coinvolgente.
L’interesse registrato dagli utenti conferma l’utilità degli strumenti messi a disposizione. In ventiquattro mesi la piattaforma ha fatto registrare 4.950 accessi e oltre 10 mila visualizzazioni di pagina, ottenendo anche una buona visibilità sui motori di ricerca. Particolarmente apprezzate le risorse operative: il gioco educativo è stato consultato 355 volte, mentre le guide informative hanno totalizzato 622 download. Complessivamente, tra materiali scaricati e contenuti interattivi, si sono registrati quasi 1.600 accessi. Tra i genitori le pubblicazioni più richieste hanno riguardato il tema dell’adolescenza, seguito da alcol, sostanze stupefacenti, tabacco e media digitali. Gli insegnanti, invece, hanno mostrato maggiore interesse per la guida dedicata al rapporto scuola-famiglia, oltre ai materiali sulle principali dipendenze.

Parallelamente all’attività informativa è stato realizzato un monitoraggio attraverso questionari anonimi compilati da 74 docenti e 81 genitori, che ha consentito di analizzare la percezione del rischio e la capacità degli adulti di riconoscere i segnali di possibile disagio nei ragazzi. I risultati evidenziano come i cambiamenti comportamentali rappresentino il principale campanello d’allarme. Tra le famiglie emergono soprattutto sbalzi d’umore, isolamento e modifiche nelle relazioni domestiche, mentre gli insegnanti individuano con maggiore frequenza un peggioramento del rendimento scolastico, disattenzione, impulsività e trasformazioni nei rapporti con i compagni. Anche l’abbandono di attività sportive, hobby o interessi abituali viene considerato un indicatore significativo.
L’indagine ha inoltre approfondito la percezione dei rischi associati al consumo di sostanze e alle nuove dipendenze comportamentali. Se droghe come cocaina, amfetamine, marijuana e hashish sono considerate pericolose dalla quasi totalità degli intervistati, emergono invece differenze di valutazione quando si parla di alcol e tabacco. Una parte del personale scolastico tende infatti a sottovalutare i rischi legati al consumo occasionale di sigarette, mentre tra i genitori permane una certa tolleranza nei confronti dell’assunzione sporadica di alcolici. Al contrario, quando si affrontano situazioni di abuso o consumo abituale, la percezione del pericolo diventa pressoché unanime.

Grande attenzione è stata dedicata anche alle dipendenze digitali, fenomeno sempre più presente nella quotidianità degli adolescenti. L’utilizzo prolungato di social network e videogiochi viene ritenuto motivo di preoccupazione da circa tre quarti degli intervistati, mentre il rischio legato al gioco d’azzardo online, alle scommesse e al poker sul web è riconosciuto dalla quasi totalità di docenti e genitori, a conferma di una crescente sensibilità verso queste nuove forme di dipendenza.
Per la Comunità Incontro ETS, i risultati ottenuti non rappresentano soltanto una fotografia dello stato attuale, ma costituiscono una base concreta su cui sviluppare nuovi interventi. Le informazioni raccolte serviranno infatti ad aggiornare la piattaforma digitale, implementare gli scenari del gioco educativo e migliorare ulteriormente i materiali destinati a scuole e famiglie. L’esperienza maturata in questi due anni dimostra come strumenti digitali, formazione e collaborazione tra istituzioni scolastiche, genitori e professionisti possano contribuire a costruire una rete di prevenzione più efficace, tanto da candidare “Meet Me Up” a diventare un modello replicabile anche in altri territori italiani.

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