Mille umbri in pellegrinaggio a Lourdes

Saranno invece 420 i giovani perugini proseguiranno il loro cammino verso Compostela

PERUGIA – C’è anche l’estate dello “spirito”, oltre alle “classiche” al mare, in montagna, all’estero…, sempre più vissuta da giovani e adulti nel recarsi anche in alcuni santuari italiani ed europei per rigenerarsi nella fede e testimoniarla nella vita, o nell’essere alla ricerca di Dio per dare un senso alla propria esistenza.
È il caso di un migliaio di umbri che si apprestano a partire, tra domenica 19 e lunedì 20 luglio, per il Santuario della Madonna di Lourdes e da mercoledì 22 luglio per il Santuario di San Jacopo di Compostela. Questi ultimi sono 420 giovani che hanno aderito al pellegrinaggio dell’Area giovani dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, che si concluderà il prossimo 2 agosto. Tutti loro faranno tappa, giovedì 23 luglio, a Lourdes dove si incontreranno con i partecipanti al pellegrinaggio regionale dell’Unitalsi Umbria, che si concluderà il 25 luglio, a cui hanno aderito in 577, un po’ da tutte le diocesi umbre, guidati dai Pastori mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Ceu, mons. Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e vice presidente della Ceu, mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Città di Castello e di Gubbio, e mons. Benedetto Tuzia, vescovo emerito di Orvieto-Todi, insieme a numerosi sacerdoti e religiose.
Sono la testimonianza tangibile di una Chiesa viva e in cammino, non ripiegata e non sdraiata su sé stessa, come è emerso anche domenica 12 luglio a Perugia, quando in una gremita chiesa parrocchiale del quartiere di Santa Lucia l’arcivescovo Maffeis e diversi sacerdoti hanno conferito il “mandato del pellegrino” a centinaia di giovani e adulti in partenza per i pellegrinaggi in Italia e all’estero di questa estate. Mons. Maffeis, commentando la Parola di Dio, ha affidato a ciascuno “tre semplici domande che possano accompagnare i passi del pellegrinaggio: Che cosa cerco? Cosa mi piacerebbe ottenere da questa esperienza? Che cosa temo?”. Forse, ha aggiunto, “c’è spazio anche per altre domande: Cos’è che in questo momento della mia vita, in questa stagione, mi distrae? Cos’è che mi pesa? E infine, che cosa desidero? Cosa in questo momento mi sta particolarmente a cuore? Qual è il sogno che muove i miei passi? Credo che far emergere per quanto possibile le risposte sia molto liberante, perché chiarisce a noi stessi chi siamo, cosa cerchiamo, cosa temiamo, cosa desideriamo”.

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