di Marco Brunacci
TERNI – Alla fine l’unica cosa chiara è questa: se davvero si fa l’ospedale nuovo di Terni a Sabbione, località indicata oggi dalla presidente Proietti, non si può fare quello nuovo di Narni-Amelia.
Motivo: sarebbe a 8-10 chilometri di distanza dalla località indicata dalla Giunta regionale, rappresenterebbe quindi un’assurdità nel contesto di una rete ospedaliera umbra in cerca da decenni di una razionalizzazione.
Si sancisce di fatto la incompatibilità geografica, dopo quella economica (per la realizzazione e per il mantenimento) delle due strutture.
Quando ha intenzione la presidente Proietti di comunicarlo al suo assessore narnese De Rebotti, al sindaco di Narni Lucarelli e ai vertici Cgil ternani che Il nuovo sito di Narni-Amelia volevano?
Per il resto il progetto di Sabbione è avvolto in misteri importanti: per esempio il piano economico da discutere con Cassa depositi e prestiti. La Regione è in grado di indebitarsi per 550 milioni, avendo già speso per altre cose i soldi – 128 milioni – messi da parte da Tesei?
Non solo: negli 8 anni che serviranno per realizzare il progetto, quanti altri soldi serviranno per tenere aperto il vecchio ospedale, per il quale sono stati per altro già realizzati interventi importanti?
Infine: quanto costerà e quando verrà acquisito il terreno?
Sulla scelta del sito, c’è per altro da registrare la stoccata del vicepresidente della Provincia di Terni,t Cico Ferranti, il quale nota come Proietti abbia scelto “la filiera corta della salute”, essendo presenti a Sabbione, elenca Ferranti, anche “1 inceneritore, 1 casa circondariale, centro finitura Ast, centro mangimi con puzzo gratis, monnezza dell’Asm”.
Massimo Gnagnarini, centro del centrosinistra, dà per buona la scelta della Proietti ma si chiede se c’è un piano per il Santa Maria quando non ci sarà più l’ospedale, visto che “è stato un vero centro motore di cura e sviluppo della citta”.


