Nuovo Santa Maria, Narni e Terni alleate contro la Regione

Anche il sindaco Lucarelli pressa Palazzo Donini sull’ Accordo di programma. La necessità di una mappa della sanità condivisa

TERNI – Il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, non lo chiama Accordo di programma ma tavolo interistituzionale. La pietanza, comunque,  sembra essere la stessa: chiedere alla Regione una mappatura condivisa dei servizi sanitari presenti sul territorio provinciale per individuare carenze e per mettere a punto potenziamenti condivisi. Tra le cose da fare, sicuramente il nuovo l’ospedale di Terni, che per Lucarelli (sindaco del Pd)  deve essere un progetto sinergico tra Regione e comuni.

Lucarelli usa il suo linguaggio e il suo tatto politico, che non è certo quello delle urla e degli strepiti di Stefano Bandecchi, il sindaco di Ap di Terni. Da mesi, Bandecchi va urlando che Stefania Proietti no può barricarsi nella rocca di Assisi per redigere il piano del nuovo Santa Maria, ma deve condividere location e piano economico finanziario con il territorio. Perché il nuovo Santa Maria non può essere una struttura calata dall’alto, ma va fortemente integrata con i presidi di Narni e Amelia e con la medicina territoriale. Stili  completamente differenti. Appartenenze politiche distanti. Rapporti con la Regione diametralmente opposti.  Ma ora, di fatto, Stefano Bandecchi e Lorenzo Lucarelli si ritrovano alleati. Un’intesa sul campo di battaglia, siglata all’ultimo istante. Una collaborazione che non sfugge all’assessore ai pavori pubblici del Comune di Terni, Sergio Anibaldi, che chiede a Stefana Proietti, se non vuole ascoltare quel cattivone di Bandecchi, almeno di dare retta al suo alleato politico  Lucarelli .

«E’ indispensabile aprire un vero percorso di condivisione istituzionale – dice Anibaldi – solo così
si arriva ad una definizione trasparente degli obiettivi, delle scelte, delle risorse , della riorganizzazione della rete ospedaliera e delle relative tempistiche. L’accordo di programma non rappresenta un ostacolo alla realizzazione dell’opera, ma costituisce la migliore garanzia affinché il nuovo ospedale venga definito dove realizzarlo, progettato, e costruito all’interno di una visione complessiva e condivisa della sanità dell’Umbria meridionale con chiare responsabilità e impegni vincolanti per tutti gli enti coinvolti. Se davvero come sostiene anche Lucarelli è il tempo delle scelte e delle responsabilità allora è il momento di chiedere con forza che la Regione apra un tavolo istituzionale finalizzato alla definizione dell’accordo di programma, sarebbe il segnale più concreto della volontà di costruire il nuovo ospedale di Terni insieme ai territori superando ogni logica di contrapposizione e garantendo ai cittadini un percorso trasparente, condiviso e capace di assicurare tempi certi e una piena integrazione con la futura rete sanitaria dell’Umbria meridionale».

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