Marco Brunacci
PERUGIA – Un illuminante post dell’ex assessore socialista alla sanità di una giunta di centrosinistra storico dell’Umbria aiuta a capire: “Riforma strutturale della sanità. De-privatizzare (sic!) per rilanciare. Damiano Bernardini, segretario regionale Pd Umbria. Quando non si sa più che dire”.
Però, attenzione: non è questo il punto vero dell’assemblea sulla sanità del Pd regionale che si è tenuta a Ponte San Giovanni.
E’ invece il nuovo ospedale di Terni. Il segretario Bernardini dice che è la questione cardine, l’assessore regionale De Rebotti difende invece a spada tratta l’investimento sull’ospedale di Narni.
Non sono solo due linee. Sono prospettive completamente diverse.
La Regione Umbria intende realizzare l’ospedale nuovo di Terni, come dice la presidente Proietti? O intende difendere Narni col risultato di non avere i soldi né per l’uno né per l’altro?
Bernardini picchia, ma De Rebotti resta con le sue convinzioni. Risultato: questo Pd così sta diventando pericoloso per la comunità regionale, indeciso a tutto come si mostra in ogni circostanza.
Ha ragione chi dice (pare lo abbia sostenuto in una conversazione qualche sera fa, niente meno che la civica presidente della Regione, Proietti) che non è in realtà un partito ma 4 partiti in uno, con nessuna linea comune.
Da Ponte San Giovanni arriverebbe la conferma.
Tutti per fare un esempio hanno ascoltato senza battere ciglio il presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo, Massimiliano Presciutti, che chiedeva una riforma strutturale della sanità per affrontare le sfide del futuro. E quindi, per essere chiari, meno ospedali, più servizi.
E alla fine? Niente, come avesse parlato al vento.
Di Bernardini e De Rebotti abbiamo detto: due rette parallele che non si incontrano su Terni e su Narni.
Quindi pare deliziosa la conclusione “unitaria”: tutti (come dice Moretti: sic) per de-privatizzare la sanità umbra potenziando quella pubblica.
Ora: l’urgenza è informare subito gli iscritti del Pd che, col centrodestra, non c’era mai stata alcuna privatizzazione della sanità e tra pubblico e privato siamo sempre agli stessi livelli minimi tra le regioni, sempre che non si voglia cambiare sistema politico, da quello occidentale direttamente a quello cubano (che per altro ha attualmente grosse difficoltà).
Sarebbe anche utile che gli iscritti al Pd sapessero che la giunta Proietti, alla quale contribuiscono con una quota di consensi elevatissima, ma non con ugual peso politico, riesce a tenere a galla la sanità regionale, a cominciare dalle liste d’attesa, soltanto grazie al contributo dei privati. Almeno un po’ di riconoscenza, please.
Infine, Umbria7 ricorda al Pd e alla Giunta regionale, che il Piano sociosanitario è in alto mare, anche se -e qui ci prendiamo il merito per una buona parte – è saltata la previsione della Asl unica, tra le più insensate idee mai venute in testa ai governanti umbri in questo periodo.


