Raccordo Terni Orte: incubo senza fine

Il presidente della Provincia Bandecchi scrive a Ministero, Anas e Regione. Si muovono anche i sindaci. Il primo cittadino di Lugnano, Dimiziani: «Mai la situazione è stata tanto drammatica come negli utlimi due anni»

AU. PROV.

TERNI – Il presidente della Provincia di Terni Stefano Bandecchi e i sindaci del territorio sul piede di guerra: «Il raccordo Terni Orte non può essere un cantiere a cielo aperto perenne». Bandecchi  scrive ad Anas, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Regione Umbria e Uncu (Unione nazionale consumatori Umbria) chiedendo l’attivazione urgente di un tavolo interistituzionale. In particolare reclama una «mappa dettagliata e aggiornata dei lavori e dei cantieri, con un cronoprogramma chiaro e puntuale».

«Sono 25 anni che faccio Lugnano -Terni, Terni- Lugnano – spiega il sindaco, Alessandro Dimiziani  – e sono 25 anni che per un motivo o per un altro ho a che fare con rallentamenti e code. Ma la situazione non è mai stata tanto drammatica come nell’ultimo periodo». Il primo cittadino di Lugnano in Teverina parla di due anni orribili: «Lavoro in Ast da 25 anni e il tragitto dovrei conoscerlo a memoria, solo che non è mai lo stesso. La prima cosa che faccio quando salgo in macchina è inserire il navigatore, che ogni giorno mi indica un percorso diverso a seconda degli ostacoli che ravvisa. Tempo medio di percorrenza un’ora. Dico medio, perchè mi è capitato ri rimanere in superstarada anche tre ore».
    «La lettera del presidente Bandecchi – la nota dell’ufficiop stampa della Provincia – fa seguito all’approvazione all’unanimità da parte del consiglio provinciale di una mozione presentata da Gianluca Filiberti (Ap, vice sindaco di Lugnano) sul problema dei cantieri Anas sulla Ss 675 nel tratto Amelia-Narni fino allo svincolo di San Gemini». La mozione, impegna il presidente «ad attivare con urgenza un’interlocuzione istituzionale rafforzata con Anas, richiedendo un cronoprogramma dettagliato, pubblico e aggiornato, l’indicazione delle singole fasi di lavorazione e delle relative tempistiche». Ancora: «a farsi promotore dell’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Regione, Provincia, Comuni interessati, Anas e rappresentanze dei consumatori (inclusa Uncu) e sollecitare l’adozione di misure straordinarie e immediate per ridurre i disagi alla circolazione, migliorare la gestione dei flussi veicolari e accelerare i tempi di esecuzione dei lavori». E anche «un rafforzamento delle condizioni di sicurezza stradale, con verifica puntuale della segnaletica e della gestione dei cantieri». Ma siamo al secondo fine settimana di luglio e Anas non fornisce risposte «soddisfacenti». Perciò scendono in campo anche i sindaci, rappresentando il totale isolamento dell’Umbria  sud per i cantieri sul Rato e per il trasporto ferroviario: «Un problema che porta con sé anche quello economico».

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