Sanità territoriale. «Dopo sette mesi nessuna risposta dalla Regione. Cittadini e operatori meritano fatti, non silenzi»

La denuncia di Peltristo

PERUGIA – Il capogruppo di Fare Perugia – Forza Italia, Augusto Peltristo, torna a «denunciare il silenzio delle istituzioni sulle gravi criticità che interessano la sanità territoriale umbra».
«È inaccettabile – dichiara Peltristo – che, dopo sette mesi, non sia ancora arrivata alcuna risposta su un tema così delicato. Avevamo chiesto chiarimenti sulla situazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) del Distretto del Perugino e della Continuità Assistenziale, evidenziando le pesanti ricadute sui cittadini e sugli operatori sanitari. Ad oggi tutto tace».
Secondo Peltristo, le difficoltà legate «alla carenza di personale medico continuano a compromettere il funzionamento della medicina territoriale, con sedi che faticano a garantire il servizio, turni scoperti e un inevitabile aumento della pressione sui Pronto Soccorso, già alle prese con una cronica carenza di personale».
«I primi a pagare il prezzo di questa situazione sono i cittadini – prosegue – soprattutto gli anziani, le persone fragili e chi vive nelle aree interne, ma anche i medici e gli operatori sanitari che ogni giorno lavorano con grande professionalità, affrontando carichi di lavoro sempre più pesanti e condizioni organizzative estremamente difficili.»
Il capogruppo ricorda inoltre che in Umbria oltre 90.000 cittadini risultano ancora privi di un medico di medicina generale, un dato che rende ancora più urgente un intervento concreto per rafforzare la sanità territoriale. «Abbiamo nuovamente sollecitato la Regione affinché fornisca le risposte richieste e trasmetta la documentazione relativa alle turnazioni delle AFT e della Continuità Assistenziale. Ma oggi non bastano più spiegazioni: servono interventi immediati, investimenti sul personale e una programmazione seria che restituisca efficienza ai servizi sanitari».
«La sanità territoriale, i suoi operatori e tutti i cittadini umbri aspettano risposte concrete e soprattutto azioni efficaci – conclude – La salute è un diritto fondamentale e non può essere sacrificata a causa della carenza di personale o dell’assenza di programmazione. Continueremo a vigilare e a portare avanti questa battaglia nell’interesse della comunità umbra, affinché il nostro Servizio Sanitario Regionale torni ad essere forte, efficiente e vicino ai bisogni delle persone».

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