TERNI – Un riscontro positivo per la nona edizione del convegno «Scenari Futuri in Epatologia», svoltosi all’Hotel Albornoz di Spoleto. L’evento, organizzato dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni e dalla Usl Umbria2, ha riunito circa 100 specialisti provenienti dalle più autorevoli scuole di epatologia italiane, confermandosi un appuntamento di altissimo livello scientifico per il futuro delle cure delle malattie del fegato. Sotto la direzione scientifica di Maria Oliva Pensi della Usl Umbria2 e Federica Gentili del Santa Maria di Terni, il tavolo ha portato in Umbria un parterre di clinici e ricercatori di primo piano da tutta la Penisola. Le malattie epatiche rappresentano ancora oggi una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale e nazionale. Accanto alle epatiti virali, emergono nuove sfide legate all’aumento delle patologie metaboliche, spinte dall’epidemia globale di obesità e diabete, che impongono un ripensamento dei modelli di gestione clinica. Durante il convegno si sono alternate sessioni dedicate alle malattie epatiche colestatiche e genetiche, alla diagnosi precoce, al management della cirrosi e dell’ipertensione portale, fino al trapianto di fegato.
Le responsabili scientifiche hanno espresso grande soddisfazione per l’esito di questa nona edizione, sottolineando come aver riunito a Spoleto esperti di caratura nazionale confermi quanto sia strategico investire in formazione continua e in modelli di gestione integrata per migliorare davvero gli esiti dei pazienti con patologie epatiche. Un pilastro fondamentale emerso dal dibattito è l’efficacia dell’approccio multidisciplinare, che l’ospedale di Terni ha già tradotto in realtà con l’ambulatorio integrato per l’HCC, in cui collaborano epatologi, oncologi, radiologi interventisti e chirurghi. Il direttore generale del Santa Maria, Andrea Casciari, ha evidenziato che il successo del convegno riconosce il lavoro svolto a Terni, dove questo modello operativo concreto funziona e verrà rafforzato. Casciari ha inoltre inserito questo traguardo in una rete regionale sempre più coordinata ed efficace, caratterizzata dall’integrazione tra ospedale e territorio, dai PDTA strutturati e dalla condivisione delle competenze tra i centri umbri. Un momento di grande attualità nel 2026 è stato rappresentato dalla sessione e dalla Tavola Rotonda sul Management delle Epatiti Virali. La professoressa Loreta Kondili dell’Istituto Superiore di Sanità, incaricata dal Ministero della Salute di coordinare lo screening nazionale per l’eradicazione dell’HCV in Italia entro il 2030, ha illustrato le strategie di micro-eliminazione dell’infezione. Il confronto ha ribadito come lo screening nazionale HCV rappresenti una delle sfide più rilevanti per il Sistema Sanitario e una concreta opportunità di salute pubblica per i cittadini.

