di Marco Brunacci
La conclusione dell’ultima ricerca sui numeri fatta da Marco Regni, che fin dall’inizio, con le sue analisi approfondite, ha seguito passo passo insieme a Umbria7 la sconcertante vicenda della stangata fiscale decisa in Umbria: “Le famiglie, i lavoratori, le imprese sono diventate il bancomat della Regione”.
La Regione Umbria, grazie a questa manovra, ha aumentato le sue disponibilità rispetto alla giunta Tesei di centinaia di milioni.
Queste centinaia di milioni non servivano alla sanità.
Qualche giorni fa, la Corte dei Conti ha messo la parola fine alla storia del “buco” della sanità del 2024, che non c’è mai stato. Un’invenzione della Giunta Proietti.
Anzi: una bugia.
Il maxi prelievo dalle tasche degli umbri, per rendere ricca, come mai successo prima, la Regione non ha alcuna giustificazione.
La Regione è riuscita a prendere così tanti soldi per indirizzarli dove?
Certamente verso il suo elettorato, penalizzando la totalità dei cittadini.
Questo può significare scelte politiche indirizzate a chi si è espresso e si potrà ancora esprimere a favore della maggioranza in carica.
Ma può significare anche favori e favoretti agli amici.
Certamente la piccola Umbria è riuscita a dare testa e gambe a una svolta politica che ha pochi eguali nel panorama dell’Occidente: prendiamo i vostri soldi perché noi dobbiamo farci le nostre cose.
Una via umbra al socialismo reale? Un piccolo assaggio.
Regni, nell’articolo che segue, conclude chiedendo che siano chiariti, punto per punto, i modi in cui viene speso questo mare di soldi passato dal “popolo” alle sue “guide” più o meno supreme.
La trasparenza lo impone, ancge se non cambia il “nodo” della questione.
La novità è il “popolo” trattato come bancomat. Non per un’esigenza. Ma perché le “guide”, per fare politica, hanno bisogno di prelevare tutti i soldi che possono dal “popolo”.
Benvenuti in Umbria, non solo il peggiore servizio sanitario al cittadino, ma anche la prima Regione in Italia per essersi servita direttamente dal portafoglio degli umbri per spendere al posto loro.
L’ANALISI DI MARCO REGNI
📊 Abbiamo letto nei giorni scorsi, che la Corte dei Conti ha parificato il bilancio regionale e che non sarebbero emerse criticità finanziarie.
Verrebbe da dire: ci mancherebbe altro, vista la MAXI STANGATA imposta agli umbri.
🔎 C’è però un dato molto rilevante da segnalare, che avevo già in parte evidenziato con un post del 9 luglio scorso ( https://www.facebook.com/photo?fbid=10243482763462920&set=a.1071400063414 ) dopo aver letto la relazione della Giunta regionale all’assestamento di bilancio 2026.
💰 Il MEF ha infatti rilevato che la Regione sta incassando molto più di quanto stimato nella manovra approvata con la legge regionale n. 2 del 2025: 52 milioni in più nel 2025 e 66 milioni in più nel 2026, nel 2027 e nel 2028.
❓ Ma quanto di più?
È una domanda fondamentale, alla quale auspico venga presto data una risposta. Mi risulta, infatti, che il consigliere regionale Enrico Melasecche abbia già depositato da alcuni giorni un question time che sarà discusso a breve durante il quale auspico che venga resa pubblica la nota del MEF del 27 novembre 2025.
📌 Intanto, però, posso anticipare alcuni dati, indicando con precisione le fonti. Perché, come ripeto sempre, il confronto è utile e serio quando parte da numeri verificabili da tutti.
Nei giorni scorsi Massimo Gnagnarini aveva già provato a quantificare questo maggior gettito.
Sembra infatti che l’importo abbia dimensioni molto elevate.
📈 In sede di assestamento, la Regione ha aumentato le ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA per un totale complessivo di tutte le voci di ben 36.201.020,67 di cui quasi 24 milioni sono frutto dell’intesa Stato Regioni sul riparto sanitario.
⚠️ In sostanza, quella manovra che finora è stata presentata agli umbri come capace di far uscire dalle tasche delle famiglie e dai bilanci delle imprese la già stratosferica somma di 184 milioni di euro, produrrà in realtà un esborso secondo le mie stime al 2028 di almeno 320 milio di euro e di oltre 400 milioni di euro nell’arco dell’intera legislatura se come probabile la MAXI STANGATA sarà prorogata anche al 2029.
📊 Alcuni dati per meglio evidenziare la situazione.
Questi sono i bilanci parte ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA predisposti dal governo Presidente Tesei, e dal governo Presidente Proietti:
🟢 Presidente Tesei previsione anno 2026 (l.r. n. 29 del 2019)
IMPOSTE, TASSE E PROVENTI ASSIMILATI € 239.436.421,69
TRIBUTI DESTINATI AL FINANZIAMENTO DELLA SANITÀ € 1.567.632.219,73
COMPARTECIPAZIONI DI TRIBUTI € 103.986.597,66
FONDI PEREQUATIVI DA AMMINISTRAZIONI CENTRALI €262.844.281,22
TOTALE ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, € 2.173.899.520,32
CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA
🔗 (Vedi pag 18 https://www.regione.umbria.it/documents/18/26038736/LEGGE+REGIONALE+4+novembre+2024%2C+n.+29.pdf/81929bfd-228e-4b3c-8b5d-beac35704c25?version=1.0 ) di entrate a tassazione invariata.
🔴 Presidente Proietti previsione anno 2026 (l.r. n. 11 del 2025+variazione di assestamento di bilancio 2026)
IMPOSTE, TASSE E PROVENTI ASSIMILATI € 327.173.640,84
TRIBUTI DESTINATI AL FINANZIAMENTO DELLA SANITÀ € 1.636.125.623,83
COMPARTECIPAZIONI DI TRIBUTI € 105.192.674,99
FONDI PEREQUATIVI DA AMMINISTRAZIONI CENTRALI € 262.883.805,95
TOTALE ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, € 2.331.375.745,61
CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA
🔗 (per il bilancio preventivo 2026 vedi pag. 17 https://www.regione.umbria.it/documents/18/26287697/LR_N.+11_DEL_30_12_2025_Bilancio+di+previsione+Regione+Umbria+2026-2028.pdf/d4b59a37-bf74-4f32-8d97-13679d77328b?version=1.0 quanto all’assestamento di bilancio si veda il link al mio precedente post)
❓ Avete compreso la situazione?
💶 In sintesi, con questo ritmo la Presidente Proietti si troverebbe a gestire a fine legislatura (anno 2029) una Regione con la stratosferica cifra di oltre 400 milioni di euro in più di entrate derivanti da tasse in più rispetto alle amministrazioni regionali precedenti.
Sarebbe tutto favoloso, se queste somme non provenissero direttamente dalle tasche dei cittadini e dai bilanci delle imprese.
📣 A questo punto, un ulteriore sussulto da parte della politica, delle associazioni d’impresa e dei cittadini sarebbe auspicabile.
Per capirci: con le maggiori risorse aggiunte con l’assestamento si sarebbe potuto, ad esempio, sterilizzare del tutto il maxi aumento dell’Irap imposto alle imprese che vale (almeno) 14 milioni all’anno, considerando che già senza questa variazione le entrate sono ben maggiori rispetto alle stime della manovra.
🔍 È arrivato il momento di pretendere chiarezza assoluta sulla destinazione di tutte queste risorse.
Che la relazione tecnica della MAXI STANGATA sia stata prudente nelle stime – perché basata sui redditi del 2022 è comprensibile e tecnicamente corretto. Ma il vero problema non è tecnico: è squisitamente politico.
👨⚕️ Per il pensionato o l’infermiere Antonio — reddito lordo da 35.000 euro l’anno — si tratta di una vera mazzata: paga ben 721 euro di addizionale regionale IRPEF, cioè 200 euro in più rispetto a chi vive nelle Marche e 300 euro in più rispetto a chi risiede in Veneto. Stessa mazzata per il Dott. Filippo, medico ospedaliero, che in Umbria versa di addizionale ben 2.172 euro: oltre 1.200 euro in più rispetto al Veneto e 900 euro in più rispetto alle Marche. E queste mazzate restano esattamente le stesse (vedi https://www.facebook.com/photo/?fbid=10240691802210633&set=pcb.10240691834771447 ).
🏥 Ciò che cambia completamente il quadro è che una manovra presentata con l’alibi della sanità si stia trasformando nel bancomat utilizzato per finanziare decine e centinaia di spese che con la sanità non hanno nulla a che vedere come è stato denunciato da più parti, da ultimo dai giovani di Forza Italia.
Poi, ogni tanto, leggiamo: “Questa amministrazione mette ben 1 milioni di euro in più della precedente sul bando Xy” oppure “intervento straordinario della Regione, praticamente azzerati i costi per i cittadini per il servizio XyZ”
Verrebbe da rispondere: “grazie ar …..”.
💸 Con 320, 400 milioni di euro in più di tasse rispetto alle entrate gestite dai precedenti governi, vorrei ben vedere: si possono mettere risorse praticamente ovunque.
Il problema è che quei soldi non sono il frutto di una gestione più efficiente, non sono il frutto di una riduzione di costi derivante dall’innovazione dei servizi, di risparmi, di una spending review o di nuovi modelli capaci di attrarre risorse attraverso la compartecipazione dei privati.
🚨 Sono il frutto di un MAXI PRELIEVO nascosto dietro l’alibi della sanità.
Per questo non basta più essere soddisfatti per il bilancio parificato o annunciare qualche milione in più su singoli interventi. La Giunta deve dire agli umbri, fino all’ultimo euro, quanto sta realmente incassando, dove finiranno queste risorse e perché, nonostante un gettito così superiore alle previsioni, famiglie e imprese debbano continuare a subire la tassazione più pesante d’Italia per il ceto medio.
📉 Se l’alibi era la sanità e le entrate sono molto più alte del previsto, la conseguenza politica dovrebbe essere una sola: ridurre subito la pressione fiscale.
Altrimenti la verità è evidente: non siamo di fronte a una manovra di emergenza, ma alla scelta politica di trasformare famiglie, lavoratori e imprese umbre nel bancomat permanente della Regione.
📌 PS alcuni cittadini mi hanno scritto in privato chiedendomi di commentare gli incredibili dati AGENAS sulla sanità nazionale e regionale fortemente negativi per l’Umbria apparsi sul Corriere della Sera (link https://www.corriere.it/salute/26_luglio_21/sanita-liste-d-attesa-per-visite-ed-esami-le-regioni-migliori-e-peggiori-7d715567-4e28-44b0-9300-ae49f38f2xlk.shtml ). Personalmente approfondirò tutta la questione nel merito quando prima o poi verrà varato dalla Giunta Regionale un vero piano sanitario regionale, al momento rinvio all’analisi di Marco Brunacci via Umbria7
https://umbria7.it/2026/07/disastro-liste-dattesa-benvenuti-in-umbria-la-peggior-regione-ditalia-per-visite-specialistiche-e-gli-esami-diagnostici/?fbclid=IwY2xjawTOX3hleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeaQ0-rd66HbR22xc6-H6J404EB2WYkapEBCIEbqypTKpkVKFnXI29Z3KZ-dQ_aem_odvNf2gL2z4poswhYq5itQ
oppure per una lettura più politica al video di Matteo Giambartolomei https://www.facebook.com/reel/1657363865367317


