Crescono i costi per lo smaltimento della spazzatura. Un milione di euro in più sulle tasche dei ternani
TERNI – Gli aumenti della tariffa della Taric sono dietro l’angolo. A breve i ternani potrebbero essere chiamati a pagare un milione di euro in più. Sono tati resi noti in questi giorni i piani economico-finanziari che ogni comune deve sobbarcarsi per raccogliere e smaltire la spazzatura. E i conti, per Terni, sono dolorosi. Nonostante i ternani siano tra i cittadini della regione più virtuosi nella raccolta differenziata, che sfiora l’80 per cento. Ebbene, tanta applicazione non fa rima con economicità. Nel 2026 ci vorranno circa 24 milioni e mezzo di euro per liberarsi della propria immondizia. Un milione in più rispetto al 2025. E nel 2027 sarà ancora peggio, in quanto l’aumento dei costi di raccolta e smaltimento sfiorerà i 26 milioni. Per legge, gli utenti sono obbligati a coprire il 100 per 100 del piano economico finanziario, a meno che non intervenga il comune coi i propri fondi di bilancio. E’ questa la strada stretta che sta cercando di percorrere l’amministrazione Bandecchi. Non sarà facile trovare nel bilancio comunale un milione di euro per scongiurare aumenti in bolletta del 4,8 per cento. Al momento siamo alle battute inziali e c’è il rischio concreto che Palazzo Spada si giochi tutti gli utili che nemmeno un mese fa ha incassato da Asm. Dividendi che l’assessora al bilancio, Michela Bordoni, aveva sbandierato come un grande risultato politico ed economico. Invece potrebbe essere una partita di giro. I soldi provenienti da Asm potrebbero rientrare nella case dell’azienda municipalizzata che come è noto gestisce il servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura urbana.


