Controllo di vicinato, dietro i cartelli una manciata di volontari

Meno di 30 cittadini hanno aderito al progetto di sicurezza partecipata. Bandecchi ammette il flop

TERNI – In tutta Terni, da un anno, sono spuntati come funghi i cartelli con la scritta Controllo di Vicinato . Ma a conti fatti sono molti di più gli avvisi che i controllori. Nella seduta di consiglio comunale di lunedì 28 settembre, il sindaco Stefano Bandechi ha rivelato le cifre del flop del progetto che avrebbe dovuto portare sicurezza diffusa e condivisa.  

A dare la propria disponibilità  30 residenti, di 19 coordinatori. In pratica i soldati sul campo sarebbero undici. A loro il compito di segnalare auto o persone sospette. Davvero pochi, tant’è che in un anno hanno dato luogo ad appena 11 segnalazioni. Stefano Bandecchi fa sapere che non può costringere nessuno ad arruolarsi nell’esercito di vicinato: «Fortunatamente non siamo a Mosca, dove gli arruolamenti sono obbligatori».

Il flop del progetto può avere due spiegazioni. La prima è che Terni non sia quel far west che alcuni vogliono far credere, quindi non serve passare le notti dietro la tapparelle per monitorare i movimenti in strada. La seconda è che Palazzo Spada abbia presentato poco (e male) il progetto. Più di qualcuno fa notare che la polizia locale ha intrapreso una sola iniziativa pubblica tesa a formare i volontari. Una uscita estemporanea.  Un progetto lanciato sull’onda dell’emotività e mai sostanziato da un lavoro coordinato. Ecco perché i volontari sono così pochi. Ecco perché le segnalazioni pervenute sono ancora meno.

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