Il carcere di Capanne a Perugia

Detenuto ferisce al volto con una lametta un agente della Penitenziaria

Accade nel carcere di Capanne

PERUGIA – Episodio di violenza questa mattina (martedì 18 agosto) all’interno del carcere di Capanne. Un detenuto di nazionalità italiana ha aggredito con una lametta un assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria procurandogli una profonda ferita al volto. L’agente ha riportato lesioni per le quali è stata stabilita una prognosi di 10 giorni.  A darne notizia è Angelo Romagnoli della segreteria regionale Uil-Fp, che esprime a nome dell’organizzazione sindacale «piena solidarietà e vicinanza al collega ferito, augurandogli una pronta guarigione. Una ferita che, oltre alle conseguenze fisiche immediate, rischia di lasciare un segno permanente sul volto e che rappresenta l’ennesima, inaccettabile aggressione ai danni di un appartenente alla Polizia Penitenziaria». Aggiunge Romagnoli: «Siamo arrivati al limite. I poliziotti penitenziari della Casa Circondariale di Perugia Capanne sono allo stremo delle proprie forze fisiche, mentali e psicologiche. Turni massacranti, che arrivano anche a 16 ore, carenza di personale e condizioni di lavoro sempre più difficili stanno mettendo a dura prova chi quotidianamente garantisce la sicurezza all’interno dell’istituto». La Uil-Fp ritiene «non più rinviabile un intervento concreto e urgente da parte del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministro della Giustizia. Non possiamo continuare ad assistere inermi a episodi di questa gravità. I poliziotti di Perugia meritano rispetto, tutela e condizioni di lavoro dignitose. Non è accettabile che un collega venga aggredito e sfregiato al volto mentre svolge il proprio dovere». Secondo il sindacato «particolarmente preoccupante è anche la gestione dei detenuti con problematiche psichiatriche. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola ad affrontare situazioni che richiedono competenze sanitarie e professionali specifiche. I poliziotti penitenziari non possono essere trasformati in operatori sanitari o specialisti della gestione delle patologie psichiatriche. Servono personale qualificato, strutture adeguate e protocolli specifici. La sicurezza degli operatori e degli stessi detenuti deve tornare ad essere una priorità».La Uil-Fp continuerà «a chiedere con forza interventi immediati per garantire la sicurezza del personale e condizioni di lavoro adeguate all’interno della Casa Circondariale di Perugia Capanne».

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