Ferragosto con temperature bollenti. Anche papa Leone cita l’afa dell’acropoli: «Penso spesso a Perugia, è nominata quasi tutti i giorni tra le città più calde»

Lo ha detto il pontefice all’arcivescovo Maffeis nel giorno del patrono san Lorenzo

PERUGIA – Sarà un Ferragosto all’insegna dell’afa e delle temperature estreme quello che attende l’Umbria.
E la eco del super caldo perugino è arrivata fino al cuore della cristianità. Le temperature torride del capoluogo, sono state menzionate in Vaticano da papa Leone XIV nel corso dell’udienza che ha riservato nel giorno del patrono san Lorenzo (10 agosto) all’arcivescovo Ivan Maffeis. Proprio il presule, nel portare la benedizione del pontefice ai fedeli in occasione della solennità patronale durante la solenne messa in cattedrale, ha raccontato ai fedeli ciò che gli ha detto il papa: “Penso spesso alla vostra città se non altro perché è nominata quasi tutti i giorni come una delle città italiane più calde”. Dal sacro al profano. A informare gli umbri sulla situazione climatica per i prossimi giorni è stato Michele Cavallucci dello staff di Perugia Meteo con un post sui social. Scrive l’esperto: “La notte appena passata, sulle zone collinari, tra i 400 e gli 800 metri, è stata una nottata tropicale da ricordare, l’ennesima di questa estate rovente, con temperature che non sono mai scese sotto i 23 gradi, con punte sopra i 25 gradi come avvenuto nella parte più alta dell’acropoli perugina. Per quanto riguarda la giornata odierna sarà fotocopia di quella di ieri, con caldo intenso, massime comprese tra 37 e 39 gradi, con punte localmente più elevate, e la possibilità di temporali di calore, che saranno più probabili sulle zone centro-occidentali della regione e sui rilievi appenninici, anche nelle ore serali”.
Dall’analisi dei modelli, spiega l’esperto, arrivano conferme “sul fatto che l’ondata di calore durerà, imperterrita, fino a Ferragosto, ma le conferme piano piano, iniziano a concretizzarsi sul tanto agognato cambio di circolazione che potrebbe intervenire da lunedì 17, progressivamente, con l’ingresso di correnti atlantiche sul Mediterraneo occidentale, che porterebbero un cambio totale della massa d’aria presente”.

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