La maggioranza di Bandecchi si sgretola. Il Pd: «Terni è ostaggio di una crisi politica permanente»

«L’uscita di quattro consilieri di maggioranza da Ap non è cosa di poco conto»

TERNI – «Quello che fino a ieri veniva raccontato come un progetto politico compatto, oggi si sta sgretolando pezzo dopo pezzo. La nascita del ruppo consiliare “Con Bandecchi per Terni”, costituito da quattro consiglieri che abbandonano Alternativa Popolare – tuona il gruppo del Pd – non può essere liquidata come un semplice riassetto interno. È l’ennesimo episodio di una crisi politica che ormai accompagna stabilmente l’amministrazione comunale».

«Negli ultimi mesi – argomentano i Dem – abbiamo assistito all’azzeramento della Giunta, ai successivi rimpasti, all’uscita di assessori, a dimissioni e cambi di casacca, fino all’abbandono della maggioranza da parte di esponenti che ne avevano ricoperto ruoli di primo piano. Ora altri quattro consiglieri lasciano Alternativa Popolare e costituiscono un gruppo autonomo. E tutto questo avviene dopo che lo stesso sindaco Stefano Bandecchi, secondo quanto dichiarato dai consiglieri che hanno dato vita al nuovo gruppo, avrebbe affermato che “Alternativa Popolare non esiste più a Terni”. A questo punto una domanda è inevitabile: chi rappresenta politicamente questa maggioranza e su quale progetto si regge ancora? Non basta cambiare nomi ai gruppi consiliari per cancellare una crisi politica. Non basta sostenere che tutti continuano ad appoggiare il sindaco per far finta che nulla sia accaduto. Una maggioranza nata presentandosi come granitica ha perso nel tempo pezzi, protagonisti e riferimenti politici. Oggi persino quattro suoi consiglieri sentono la necessità di prendere le distanze dal partito nel quale sedevano e di costruire un nuovo contenitore. Il problema, però, non è il destino di Alternativa Popolare e neppure quello delle sigle che nasceranno domani.

Il problema è Terni. Una città non può essere amministrata attraverso una successione continua di azzeramenti, sostituzioni, rimpasti, dimissioni, nuovi gruppi e ricomposizioni. Bandecchi aveva spiegato l’azzeramento della Giunta con la necessità di affrontare il “secondo tempo” dell’amministrazione con nuove energie. A distanza di mesi, ciò che vediamo è invece una maggioranza costretta continuamente a ridefinire se stessa. Se davvero Alternativa Popolare “non esiste più a Terni”, allora il sindaco e i consiglieri che continuano a sostenerlo hanno il dovere politico di spiegare ai ternani che cosa esiste al suo posto. Qual è oggi la maggioranza politica che governa Terni? Quali sono i suoi confini? Qual è il progetto che la tiene insieme, oltre al sostegno personale al sindaco?

E soprattutto: dopo tutti questi cambiamenti, è ancora la stessa maggioranza politica presentata agli elettori nel 2023? Non servono nuove operazioni di facciata. Serve chiarezza. Perché mentre dentro Palazzo Spada si cambiano assessori, gruppi e appartenenze, fuori dal Palazzo ci sono cittadini, famiglie, imprese e associazioni che chiedono un’amministrazione concentrata sui problemi della città.

Terni merita un governo stabile, trasparente e riconoscibile. Non una maggioranza che cambia continuamente forma per provare a nascondere le proprie fratture».

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