Nuovo ospedale di Terni, l’alleanza tra Cdx e Ap è già in rianimazione

Alla conferenza stampa “unitaria” non si presentano Umbria Civica e alcuni rappresentanti politici

AU. PROV.

TERNI – La conferenza stampa di mercoledì pomeriggio a palazzo Spada sul nuovo ospedale di Terni, è servita a certificare le divisioni nell’alleanza tra centrodestra e Alternativa popolare. Erano presenti i segretari e buona parte dei consiglieri di Fratelli d’Italia, di Forza Italia, della Lega. C’era la consigliera comunale del Misto Cinzia Fabrizi, c’era Valdimiro Orsini, c’era la presidente del consiglio, Sara Francescangeli, pezzo da novanta di Ap. E tra il pubblico i consiglieri di maggioranza Raffello Federighi e Agnese Passone, gli assessori Sergio Anibaldi e Tiziana Laudadio (il vicesindaco ha assistito dalla vetrata). Ma si sono notate di più le assenze. Umbria civica aveva già annunciato  la propria defezione: «Non riteniamo utile prendere parte a iniziative che rischiano di trasformare il nuovo ospedale nell’ennesimo terreno di scontro politico. Preferiamo parlare ai cittadini e concentrarci sulle risposte che attendono da troppo tempo». Grandi assenti il consigliere di Fratelli d’Italia, Marco Cecconi,  e il capogruppo di Ap, Massimo Francucci. Nel partito di Bandecchi ci sarebbe stato un dibattito acceso alla vigilia della conferenza stampa.  

La discussione sarebbe nata su chi sarebbe dovuto intervenire, e poi si sarebbe allargata sull’opportunità di una iniziativa pubblica insieme al centrodestra. In Ap c’è chi non digerisce le azioni intraprese insieme alle opposizioni. La corrente che fa ancora capo all’ex vice sindaco Riccardo Corridore, non è affatto convinta della battaglia condivisa con il cdx, nonostante affronti un tema importantissimo come quello del nuovo ospedale. Per il resto, la conferenza non ha aggiunto nulla di nuovo rispetto all’atto di indirizzo approvato ad ampia maggioranza nell’ultima seduta di consiglio. Un atto che invita, ancora una volta, la Regione ad interfacciarsi con il Comune di Terni e a valutare con grade attenzione l’ubicazione del nuovo Santa Maria. L’area di Sabbione, con il suo inceneritore, il mangimificio, il carcere, il centro di finitura, l’impianto di imballaggio di Asm, non piace neanche un po’. Almeno su questo aspetto l’alleanza è solida

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