PERUGIA – “Mentre la Giunta continua a riempire le proprie conferenze stampa di annunci e slogan sulla sanità territoriale, da quasi due anni numerose richieste per la realizzazione di nuove strutture sociosanitarie giacciono senza risposta negli uffici regionali. Un’immobilità amministrativa grave, che rischia di configurare un blocco illegittimo delle autorizzazioni e che sta privando il territorio di servizi assistenziali fondamentali”. A denunciarlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per fare luce sullo stallo delle procedure e sulla mancata programmazione dei fabbisogni sociosanitari.“Le autorizzazioni alla realizzazione e al funzionamento delle strutture – spiega Giambartolomei – rappresentano strumenti indispensabili per programmare e regolare l’offerta sanitaria e sociosanitaria, tutelando la salute pubblica. Questo principio riguarda anche le realtà esclusivamente private, non accreditate e non convenzionate con il Servizio sanitario regionale, perché la medicina e l’assistenza non possono essere trattate come un mercato privo di regole e controlli”.Il consigliere ricorda come la giurisprudenza del Consiglio di Stato abbia più volte sottolineato “la necessità di una programmazione capace di assicurare un’equa distribuzione territoriale dei servizi, evitando sia offerte sovradimensionate rispetto ai bisogni reali sia forme di concorrenza potenzialmente dannose per la qualità delle prestazioni”.“Eppure – prosegue – dall’insediamento della Giunta Proietti numerose pratiche risultano ferme, alcune da quasi due anni. Nel frattempo manca ancora un atto regionale aggiornato che definisca i fabbisogni per settori delicatissimi come disabilità, psichiatria e dipendenze. L’unico strumento vigente riguarda le strutture per anziani non autosufficienti ed è stato approvato dalla precedente Giunta Tesei”.Giambartolomei richiama inoltre il Regolamento regionale numero 9 del 2023, secondo il quale, quando i fabbisogni complessivi “non sono stati definiti, la verifica di compatibilità necessaria per autorizzare la realizzazione di una struttura deve essere rilasciata con un atto della Giunta regionale entro 45 giorni”.”La norma è chiarissima – sottolinea – ma la Giunta Proietti sembra aver deciso che termini e regole possano essere ignorati. Un comportamento politicamente gravissimo, che genera incertezza, blocca nuovi servizi e impedisce ai territori di ricevere risposte essenziali”. Secondo Giambartolomei, “il protrarsi della situazione potrebbe inoltre avvantaggiare gli operatori privati già consolidati e presenti nelle zone economicamente più appetibili, a discapito delle comunità periferiche”.“A pagare il prezzo più alto di questa paralisi – afferma – sono ancora una volta le aree interne, dove i servizi sono meno remunerativi ma risultano spesso più necessari. Bloccare nuove risposte assistenziali significa lasciare sole le persone più fragili e le loro famiglie, oltre a consolidare posizioni già esistenti e limitare lo sviluppo di un’offerta più equilibrata sul territorio”. Con l’interrogazione, Giambartolomei chiede alla Giunta di rendere pubblici il numero delle istanze ancora giacenti, le date di presentazione e i motivi che ne impediscono la definizione, oltre a indicare tempi certi per l’approvazione del nuovo atto di programmazione dei fabbisogni.“Servono trasparenza, risposte immediate e una data precisa – conclude Giambartolomei – perché su disabilità, salute mentale e dipendenze non sono ammissibili rinvii. La Giunta Proietti interrompa questa paralisi e torni a esercitare pienamente la propria funzione di programmazione. La Giunta Proietti esca dalla propaganda e spieghi perché non sta decidendo”.


