Block notes/ Il dg D’Urso Babbo Natale in anticipo, ma qualcuno lo scambia per la Befana che ha fatto confusione con i dolcetti e il carbone

Sono arrivati gli annunciati riconoscimenti di 5 altissime professionalità all’ospedale di Perugia. Con tanti malumori. Intanto in Regione sos Luca Conti, in bilico tra i palazzi del potere

di Marco Brunacci

PERUGIA – Block notes su personale e pubblico impiego.
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Uno. Il dg dell’ospedale di Perugia, D’Urso, aveva annunciato che non solo rimaneva al suo posto, nonostante il secondo posto conquistato all’interpello del Ministero della Salute, nella corsa a capo della Prevenzione nazionale, ma avrebbe provveduto a riconoscere 5 altissime professionalità. Detto e fatto.
Ma il passaggio di Babbo Natale, anticipato a settembre, non ha avuto gli effetti sperati. Anzi: si dice negli austeri corridoi dell’ex Silvestrini che molti hanno scambiato il dg per una Befana che ha pasticciato con dolcetti e carbone.
Così vanno queste feste nel pubblico impiego: per 5 felici, decine imbronciati. Molto imbronciati.

Due. Allarme per Luca Conti, l’esperto nocchiero dirigente regionale, che si trova sospeso nell’aria tra palazzo Donini e palazzo Cesaroni.  Dovrebbe prendere il posto di De Paolis, dirottato dal vicepresidente Bori a capo del bilancio, ma dicono che la presidente Proietti non sia di questo parere. Non è che lo tenga sotto chiave nelle “segrete” di palazzo Donini, ma non avrebbe gradito neanche un po’ l’ipotesi di trasferimento. Un segno della tensione, anticipata da Umbria7, tra presidente e vicepresidente? Di sicuro in tensione, sospeso tra i due Palazzi del potere, resta l’ottimo Luca Conti. Chiunque passi sotto, presti massima attenzione.
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Tre. A proposito di passaggi tra Palazzi. In Provincia di Perugia, dirimpetto a palazzo Donini, sarebbero pronti a prendere come dirigente una risorsa finora della Regione. Il direttore Grilli ha già la penna in mano. L’unico dubbio è sul futuro prossimo: la risorsa, una volta dirigente, tornerà in Regione?
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Quattro. Alla fine non va mai dimenticata la massima di un saggio del centrosinistra storico: “Nel pubblico impegno per accontentare pochi se ne scontentano tanti. Maneggiare con cura”.

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