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TERNI – Si è tenuta questa mattina al Caffè della Repubblica di Terni la conferenza stampa di bilancio di BorgoMuse 2026, il festival diffuso di musica, teatro e arti che lo scorso fine settimana ha animato il borgo di Collescipoli. All’incontro hanno preso parte Marco Diamanti e Andrea Giuli, che hanno ripercorso il lavoro portato avanti per la realizzazione del festival, soffermandosi sui risultati dell’edizione appena conclusa e sui principali momenti delle tre giornate. Un appuntamento pensato per tracciare un bilancio, ma anche per raccontare nuovamente il percorso di un progetto costruito nel corso di un intero anno e che ha portato nel borgo di Collescipoli una proposta articolata tra musica, teatro e arti. Circa 10mila presenze in tre giorni, oltre 40 appuntamenti gratuiti, un centinaio di artisti, 50 camere utilizzate per l’accoglienza di circa 90-100 persone, una decina di operatori enogastronomici coinvolti. E sui social oltre 280mila visualizzazioni su Instagram e 923mila su Facebook. È il bilancio dell’edizione zero di BorgoMuse, il festival ideato dal BAC e dall’Associazione Thyrus, con il direttore artistico Andrea Giuli e lo staff, e costruito a Collescipoli attraverso il coinvolgimento di associazioni, operatori, artisti, cittadini e volontari.
Nel corso della conferenza stampa non sono mancate alcune considerazioni sulle polemiche legate alla concomitanza di BorgoMuse con altri eventi organizzati nello stesso periodo. Sul punto, gli organizzatori hanno sottolineato di aver comunicato le date della manifestazione con largo anticipo: «Abbiamo comunicato le date a febbraio. Fino ad aprile pensavamo ci fosse un coordinamento. Un mese prima abbiamo saputo che in quei giorni ci sarebbe stato di tutto». Una questione che, secondo quanto spiegato durante l’incontro, ha rappresentato una delle criticità dell’edizione appena conclusa. Gli organizzatori hanno comunque ribadito l’intenzione di programmare con largo anticipo anche la prossima edizione: «Ci siamo mossi in anticipo, lo faremo, se tutto va bene, anche per il prossimo anno». La conferenza stampa è stata così l’occasione per chiudere il racconto dell’edizione 2026, ripercorrendo i tre giorni vissuti a Collescipoli e illustrando il lavoro che ha accompagnato il festival, con uno sguardo già rivolto alla prossima edizione.
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