Gi Group, PuntoZero e gli incroci ternani nel mondo del lavoro

Dal contratto da 16,8 milioni per la somministrazione alla presenza dell’agenzia a Terni, dove lavora anche il consigliere comunale Pd Michele Di Girolamo. Intanto PuntoZero apre una nuova fase con 200 assunzioni dirette

R.U.

TERNI – Una presenza consolidata nel mercato del lavoro ternano, un importante contratto con una società interamente pubblica e alcuni incroci tra attività professionale e istituzionale che emergono dai documenti.

Il filo conduce a Gi Group, una delle principali agenzie per il lavoro operanti anche in Umbria e presente a Terni con una propria filiale.
Il rapporto più rilevante con il sistema pubblico regionale passa da PuntoZero.
Nel 2023 la società in house ha bandito una gara europea per il servizio di somministrazione di lavoro temporaneo. L’aggiudicazione è arrivata il 26 gennaio 2024: Gi Group S.p.A. si è aggiudicata il servizio al termine di una procedura alla quale erano state presentate 16 offerte.
Il valore complessivo triennale indicato nell’avviso di aggiudicazione pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale è pari a 16.811.648,89 euro, dei quali oltre 15,8 milioni riferiti al costo del lavoro.
Un rapporto contrattuale significativo, nato dunque nell’ambito di una procedura europea aperta e competitiva.

La presenza a Terni e Michele Di Girolamo

Gi Group opera direttamente anche a Terni. Ed è qui che la ricostruzione incontra una figura conosciuta anche nella politica cittadina.
Michele Di Girolamo risulta professionalmente legato all’agenzia. Nel curriculum da lui reso pubblico viene indicato, a partire dal settembre 2021, il ruolo di Recruitment Specialist – Politiche Attive presso Gi Group S.p.A. a Terni.
Tra le attività riportate figurano la ricerca dei candidati, la pubblicazione degli annunci, l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro e la gestione di avvisi e bandi nell’ambito delle politiche attive.
Dal febbraio 2025 Di Girolamo, figlio dell’ex sindaco Leopoldo, siede anche in Consiglio comunale a Terni nelle file del Partito Democratico ed è vicepresidente della Seconda commissione consiliare, organismo competente, tra le altre materie, per politiche sociali e sanità, istruzione, università e formazione.
Una sovrapposizione tra attività professionale e impegno politico che costituisce un dato pubblico, ma che va letta nella sua esatta dimensione: non emergono dagli atti esaminati elementi che attribuiscono a Di Girolamo Jr un ruolo nell’aggiudicazione dell’appalto PuntoZero a Gi Group. Quindi, dagli atti in possesso, non risultano irregolarità.

Da somministrazione ad assunzioni dirette

Il tema del personale di PuntoZero torna proprio in queste settimane al centro dell’attenzione, ma in uno scenario profondamente diverso.
La società ha infatti avviato due procedure pubbliche per complessive 200 assunzioni a tempo indeterminato: cento addetti amministrativi e cento operatori CUP.
È il passaggio concreto di una scelta che PuntoZero aveva già annunciato a maggio, presentando il proprio piano 2026-2028: rafforzare stabilmente l’organico e assicurare continuità ai servizi, con l’obiettivo dichiarato di evitare il ricorso a contratti a termine o di somministrazione.
La differenza rispetto al rapporto con Gi Group è quindi sostanziale.
L’appalto del 2024 riguarda infatti la somministrazione di personale, mentre le procedure oggi aperte sono finalizzate all’assunzione diretta e a tempo indeterminato da parte di PuntoZero, attraverso selezioni pubbliche per titoli ed esami.
La nuova operazione occupazionale si colloca dunque su un binario diverso rispetto all’appalto aggiudicato due anni fa a Gi Group. Nella documentazione relativa alle selezioni attualmente disponibile non emerge un coinvolgimento di Gi Group né di Michele Di Girolamo nella scelta dei 200 nuovi dipendenti.
È una distinzione che aiuta anche a leggere correttamente l’evoluzione della società.
Da una parte resta un rapporto contrattuale importante con Gi Group, nato da una gara europea per il personale in somministrazione. Dall’altra PuntoZero sta ora imboccando la strada del consolidamento dell’organico attraverso assunzioni dirette.
In mezzo c’è Terni, dove Gi Group ha costruito negli anni una presenza significativa e dove uno dei suoi professionisti, Michele Di Girolamo, ricopre oggi anche un incarico politico a Palazzo Spada.
Fatti che si incrociano nello stesso settore e nello stesso territorio, ma che appartengono a piani differenti.
Ed è proprio tenendo distinti questi piani che la fotografia diventa più chiara: il rapporto Gi Group-PuntoZero è reale e documentato; altrettanto documentata è la posizione professionale e politica di Di Girolamo. La nuova selezione dei 200, invece, apre una fase diversa, quella delle assunzioni dirette, con una procedura autonoma rispetto al precedente sistema della somministrazione.

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