R.U.
TERNI – Il problema è serio. Mezza città in maniera sistematica viene inondato dalla puzza di pesce. Da tempo l’azienda di Maratta che lavora i mangimi è sotto accusa nonostante gli investimenti fatti per mitigare il cattivo odore. Un problema serio che fa arrabbiare i cittadini e che manda in fibrillazione la politica. I partiti vorrebbero tanto dare risposte adeguate se non altro per non sentire più le lamentele dei propri elettori. Ma al momento l’unico risultato raggiunto è quello delle tensioni, alcune interne alle stesse forze politiche. Il nuovo allarme sulla 4Fish lo ha lanciato il segretario comunale di Forza Italia Antonio De Angelis che ha riproposto il tema della puzza insopportabile e ha chiesto risposte adeguate ad Arpa e Comune. Ma l’avvocato di Forza Italia ha subito trovato eco in due consiglieri comunali. Guido Verdecchia, iscritto a Forza Italia, e il capogruppo di Fdi Roberto Pastura hanno chiesto che della vicenda se ne occupi la quarta commissione, quella di garanzia e controllo. E da chi è presieduta la commissione? Ma da Francesco Maria Ferranti, azzurro di lunga data recentemente sospeso da Forza Italia perché troppo vicino a Bandecchi. Pastura e Verdecchia vogliono che Ferranti si attivi quanto prima: “Terni non può essere una città che puzza. Il fatto che le emissioni odorigene provenienti dal mangimificio 4Fish siano ancora percepite distintamente impone un cambio di passo istituzionale. Siamo di fronte a un disagio che investe la qualità della vita dell’intero capoluogo.Prendiamo atto degli sforzi tecnologici che l’azienda ha dichiarato di aver messo in campo nel tempo, ma l’evidenza empirica, confermata dalle continue segnalazioni dei cittadini fin nel cuore di Terni, dimostra che l’obiettivo non è stato raggiunto. Amministrare significa guardare in faccia la realtà: la situazione attuale non è tollerabile. Per questo chiediamo che in Commissione Garanzia e Controllo vengano acquisiti formalmente tutti gli atti prodotti da Arpa Umbria, dall’Usl e dagli uffici comunali. Vogliamo analizzare i dati tecnici, le evidenze raccolte tramite il panel dei cittadini e, soprattutto, lo stato esatto del procedimento di revisione dell’Autorizzazione unica ambientale.L’acquisizione della documentazione rappresenta il primo passo di un’azione politica che punta alla risoluzione strutturale del problema, senza lasciare zone d’ombra. Una volta fotografata la situazione in modo inconfutabile attraverso i documenti ufficiali, l’amministrazione comunale dovrà agire di conseguenza. Il tempo dell’attesa è esaurito. Se gli strumenti ordinari e le attuali prescrizioni si sono rivelati inefficaci, l’Ente ha il dovere di valutare l’adozione di provvedimenti più stringenti e immediati, compresi i poteri straordinari previsti in capo al Sindaco in materia di salute pubblica e decoro urbano. Il nostro obiettivo non è alimentare la polemica, ma imporre la ricerca, a ogni costo, di una soluzione definitiva che restituisca normalità ai cittadini”.


