PERUGIA – “Liste d’attesa, ospedali, Case di comunità, salute mentale e ora anche anziani non autosufficienti: davanti a ogni problema la presidente Stefania Proietti si nasconde dietro il nuovo Piano sociosanitario. Un Piano fantasma, annunciato come la panacea di tutti i mali e usato come alibi per rinviare le decisioni, mentre la sanità umbra peggiora e i cittadini continuano ad aspettare”. Lo dichiara il consigliere regionale Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), primo firmatario dell’interrogazione sulle “criticità nella presa in carico degli anziani non autosufficienti nelle residenze protette”, discussa oggi in Aula e alla quale ha risposto la presidente della Regione Stefania Proietti.
“Anche oggi – evidenzia Giambartolomei – molti numeri, molte giustificazioni e continui richiami al futuro Piano sanitario, ma nessuna risposta concreta. Proietti non ha spiegato che fine abbia fatto il percorso annunciato un anno fa per sbloccare i convenzionamenti, non ha indicato quante risorse intenda stanziare né entro quale data. Il dato che non può nascondere è uno: al 31 gennaio 2026 i posti convenzionati erano 1.588 e al 15 settembre sono ancora 1.588. In oltre sette mesi non ne è stato aggiunto neppure uno, mentre 1.503 anziani continuano ad attendere. Ancora una volta – prosegue – la presidente, che continua a trattenere anche la delega alla Sanità nonostante la complessità e la gravità dei problemi, non ha risposto puntualmente alle domande formulate. Nel settembre 2025 aveva annunciato criteri per gli avvisi pubblici, uno schema regionale di convenzione, nuove regole per le liste d’attesa, una piattaforma informatica e un sistema per la gestione del circuito finanziario. A distanza di quasi un anno non ha detto quale di questi provvedimenti sia stato approvato, quando partiranno i nuovi convenzionamenti e quanti anziani potranno finalmente essere presi in carico”.
“Proietti – aggiunge il consigliere di opposizione – rivendica un incremento del 15 per cento dei posti accreditati, ma omette di ricordare che si tratta di posti già assentiti nel corso della precedente legislatura e realizzati successivamente dalle strutture, che avevano tre anni di tempo per completare gli adeguamenti. Dei 339 posti assentiti, all’epoca ne erano stati realizzati 72. Presentare oggi il completamento di quel percorso come un risultato dell’attuale Giunta significa appropriarsi di una programmazione già predisposta. E soprattutto si continua a confondere l’accreditamento con il convenzionamento: senza risorse regionali, quei posti non alleggeriscono di un solo euro le rette pagate dalle famiglie. Anche il richiamo alle responsabilità del passato è strumentale. La stessa presidente ha dovuto riconoscere che quasi due anni della precedente legislatura sono stati condizionati dall’emergenza Covid. Nonostante una pandemia senza precedenti, la Giunta di centrodestra ha programmato l’ampliamento dell’offerta e, attraverso la DGR 1068/2023, ha predisposto il percorso fino al 2027. Proietti non è partita da zero: ha trovato fabbisogni già individuati e una programmazione già approvata”.
“Richiamare l’assistenza domiciliare, la disabilità, la salute mentale e le altre fragilità significa – conclude Giambartolomei – semplicemente riportare l’attenzione su temi che conosciamo bene, di cui conosciamo l’importanza e che abbiamo già affrontato. Ma le 1.503 persone in lista d’attesa sono anziani già valutati e bisognosi di entrare in una residenza protetta. Proietti smetta di agitare il Piano sociosanitario come una formula magica e dica quando arriveranno risorse, convenzionamenti e risposte certe. Governare significa trovare soluzioni: fino a oggi abbiamo ascoltato soltanto scuse”.

