di Marco Brunacci
PERUGIA – Un attento follower di Umbria 7 manda la foto che vedete qui sopra. Racconta che è esposta, da due mesi almeno, davanti a una farmacia umbra.
Se non leggete bene, vi aiutiamo: “Si informa che qualora durante la prenotazione Cup, l’operatore non riscontri disponibilità di posti, ciò non significa che le agende siano chiuse ma che, al momento, i posti disponibili risultano temporaneamente esauriti”. Cioè: non sono chiusi tutta la vita, ma solo per un periodo. Bello. Che sollievo. I cittadini fanno in tempo a morire prima di avere l’appuntamento del Cup? Particolare sul quale si può sorvolare.
Il peggio però deve venire.
“Il cittadino – scritto in neretto nel testo, ndr – verrà inserito in una lista d’attesa che garantisce l’erogazione della prestazione in tempi stabiliti”.
Allora: i lettori di Umbria7 hanno avuto modo di sapere che Punto Zero, l’agenzia che sovrintende alla gestione delle liste d’attesa e proverebbe ad abbatterle per conto della Regione sta per passare da 460 addetti a 660, in virtù di 200 nuove assunzioni. Una manna dal cielo. Non ci riusciva il ministro Gaspari alle Poste in piena Italia dei miracoli.
Ma chi scrive questo cartello è evidentemente un volontario della presidente-assessore alla sanità Proietti. La spiegazione che danno è infatti chiara: cari cittadini, non la fate lunga, primo o poi arrivate ad avere la visita o l’analisi o l’esame diagnostico.
Prima o poi. Perchè esiste – ecco la scoperta – una Lista d’attesa special che garantisce l’erogazione della prestazione nei tempi stabiliti.
Attenzione: qui le cose si fanno serie. Esiste una lista d’attesa “speciale” nella quale si è iscritti, quando nelle liste d’attesa per le prestazioni richieste non c’è posto? Chi l’ha inventata? Punto Zero? La direttrice della sanità? E’ un must umbro? Un brevetto regionale?
Vabbè, ci faranno sapere.
Il problema diventa insormontabile alla riga successiva: questo inserimento in lista garantirebbe “l’erogazione della prestazione nei tempi stabiliti”.
Dai, davvero? Ma non era un diritto dei cittadini avere “l’erogazione nei tempi stabiliti”?
Da quando in Umbria è diventata una benevola concessione del farmacista, del Puntoservizista, dell’assessorista o di chi pare a lor signori? Ma dove siamo arrivati.
Sono davvero tempi difficili per i cittadini-pazienti in Umbria.


