Murales Brigada Pablo Neruda, la Soprintendenza conferma la tutela: «Ora si passi alla fase operativa»

Le opere realizzate nel 1975 al “Libero Liberati” sono sottoposte alle disposizioni dell’articolo 50 del Codice dei beni culturali. Sentieri Partigiani chiede ora un sopralluogo tecnico e un percorso concreto per la conservazione

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria conferma la tutela dei murales realizzati nel 1975 dalla Brigada Pablo Neruda all’interno dello stadio “Libero Liberati” di Terni. La comunicazione, arrivata in risposta alle richieste di aggiornamento avanzate da associazioni e gruppi impegnati nella salvaguardia delle opere, chiarisce il quadro di tutela ma riporta al centro della discussione la necessità di passare dagli atti alle azioni concrete. Secondo quanto riferito dalla Soprintendenza, i murales sono assoggettati alle disposizioni di tutela previste dall’articolo 50 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Un riconoscimento che, per Sentieri Partigiani, rappresenta un punto fermo, ma che deve ora tradursi in un percorso operativo finalizzato alla conservazione delle opere.

La stessa Soprintendenza ha spiegato che gli approfondimenti tecnici precedentemente ipotizzati erano legati agli interventi di riqualificazione dello stadio. Le vicende giudiziarie relative al progetto “stadio-clinica” hanno però impedito di procedere con le attività previste. L’interlocuzione con il Comune di Terni, secondo quanto comunicato, sarà ripresa una volta definito il contenzioso. Un elemento considerato particolarmente importante riguarda inoltre il rapporto con l’Istituto Centrale per il Restauro. La Soprintendenza ha infatti comunicato di aver mantenuto attivi i contatti con l’Istituto, con l’obiettivo di programmare uno specifico sopralluogo tecnico-specialistico e procedere agli eventuali approfondimenti necessari per individuare le modalità più adeguate di conservazione, eventuale movimentazione e valorizzazione dei murales.

È proprio sulla necessità di dare seguito a questo percorso che interviene Sentieri Partigiani, secondo cui «la tutela dei murales non può rimanere una previsione formale mentre il tempo continua a passare». L’associazione chiede quindi che venga definito un percorso «chiaro, condiviso e trasparente», capace di accertare lo stato di conservazione delle opere e individuare gli interventi necessari alla loro protezione. L’appello è rivolto in particolare a Soprintendenza, Comune di Terni e Istituto Centrale per il Restauro, affinché venga programmato il sopralluogo tecnico e siano successivamente definiti gli interventi da mettere in campo. Sentieri Partigiani chiede inoltre che venga mantenuto il confronto con le realtà associative che hanno seguito la vicenda.

I murales della Brigada Pablo Neruda furono realizzati nel 1975, nel periodo successivo al golpe militare in Cile del 1973. Per le associazioni rappresentano una testimonianza del legame instaurato tra Terni e la storia cilena, ma anche un documento della dimensione internazionale della storia sociale, operaia e antifascista della città. Il futuro dello stadio “Libero Liberati” resta al centro di diverse ipotesi progettuali, ma per Sentieri Partigiani la conservazione delle opere deve rimanere un elemento prioritario, indipendentemente dalle scelte che verranno assunte sul complesso sportivo. La risposta della Soprintendenza viene quindi considerata dalle associazioni come un punto di partenza. «Ora è necessario trasformare la tutela riconosciuta e gli impegni annunciati in un percorso operativo, con tempi, responsabilità e interventi definiti», sottolinea Sentieri Partigiani, che annuncia di voler continuare a mantenere alta l’attenzione sulla salvaguardia dei murales.

Il comunicato è sottoscritto da Sentieri Partigiani, Mutuo Soccorso, ASD “Gramsci” Terni, Vecchio Stampo e Brigata Gagarin.

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