di Marco Brunacci
PERUGIA – Lo sapevate che alla riunione della maggioranza del Patto Avanti, un po’ carbonara in verità, è arrivata la prima fumata nera al Pssr (Piano socio sanitario regionale), che vi diamo in sigla, ma facendo presente che questo è il test decisivo per la Giunta Proietti-fase due?
Umbria7, impegnata com’è a rendere più trasparente possibile l’azione di governo, sa anche che alla riunione c’erano assenze di rilievo, ma una su tutti: quella del vicepresidente Pd della Giunta, Tommaso Bori, il quale, rispetto alla presidente Stefania Proietti, sempre più spesso pare avere un diverso sentire.
Stavolta però si assiste, raccontano i presenti, a un avvitamento, con qualcuno che avrebbe provato anche a dire che questo Pssr somiglia sempre più (“in maniera preoccupante”) a quello del mai abbastanza detestato (a sinistra) assessore Coletto. Quel Piano che il centrodestra alla fine bocciò prima di presentarlo.
Ma ora con un peggioramento – secondo certuni- sul numero dei Distretti previsti.
Tra le note positive, per Umbria7 ma non per alcune forze di maggioranza, l’esclusione di fatto dal Piano della Asl unica, che sarebbe stata la stoccata finale contro la città di Terni.
Molte critiche pare siano arrivate invece dall’area di Spoleto.
Lì si vota e prendere atto che tutte le promesse fatte da Proietti in campagna elettorale sono pula che il vento disperde, non è una buona premessa per rivincere il Comune.
Da qui la richiesta di avere più cose per Spoleto, il che però significherebbe scontentare non poco altre città (Foligno) e il ternano.
Il rischio dell’avvitamento ora è molto serio, con i giorni che scorrono e le elezioni comunali, prima, politiche dopo, che si avvicinano.
E che a questo punto potrebbero coincidere con l’approvazione del Piano.
Niente di più insidioso, sostengono i più avveduti della maggioranza di governo umbra.
Intanto comunque è fumata nera, a ottobre si riprova.


