«Oggi il centrodestra scopre il problema delle liste d’attesa nelle RSA. Una criticità seria, che non va minimizzata, ma che è soltanto una parte di un problema strutturale molto più ampio». È quanto afferma Luca Simonetti, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, intervenendo sul tema della residenzialità sociosanitaria in Umbria.
Secondo Simonetti, la questione deve essere affrontata attraverso una ricognizione complessiva dei fabbisogni regionali, considerando la varietà dei servizi coinvolti: «Dalle RSA alle comunità terapeutiche, dalla psichiatria alle dipendenze, fino alle diverse forme di residenzialità sociosanitaria».
A questo si aggiungono, prosegue il consigliere, situazioni particolarmente complesse che «ancora oggi faticano a trovare risposte adeguate in Umbria», come l’autismo grave, l’Alzheimer e i giovani con doppia diagnosi autori di reato, per i quali «servono percorsi e strutture alternativi alle REMS». Una carenza di servizi che, oltre a pesare sulle persone e sulle loro famiglie, contribuisce ad alimentare una significativa mobilità passiva verso altre regioni.
«Questa è la situazione che abbiamo ereditato: non soltanto liste d’attesa, ma una programmazione dei fabbisogni che deve essere sostanzialmente ricostruita per adeguare la rete all’evoluzione dei bisogni sociali e sociosanitari dell’Umbria», sottolinea Simonetti.
Il consigliere riconosce quindi il lavoro avviato dalla Regione: «Va riconosciuto il grande lavoro che la Direzione regionale Sanità e Sociale e i suoi uffici stanno portando avanti: mappare i bisogni reali, individuare le carenze della rete e costruire gli strumenti necessari per aumentare la capacità di risposta del sistema regionale».
Da qui la critica al centrodestra e alla precedente amministrazione regionale. «Fa quindi un certo effetto assistere oggi alle polemiche di chi ha governato l’Umbria negli anni in cui queste criticità si sono accumulate», afferma Simonetti. «Alle famiglie è stato lasciato un sistema spesso incapace di dare risposte sufficienti, mentre alcuni interventi regolamentari hanno prodotto aumenti rilevanti delle tariffe e dei costi».
Costi che, evidenzia il consigliere, «gravano sulle famiglie e, attraverso la quota sociale, anche sui Comuni quando queste non sono nelle condizioni di sostenerli».
Simonetti richiama infine anche il tema del nuovo ospedale di Terni, utilizzandolo come esempio di una situazione che, a suo giudizio, presenta analogie con quella della rete sociosanitaria: «È un copione che abbiamo già visto sul nuovo ospedale di Terni: oggi si contestano i tempi, ma nei cassetti non è stato lasciato un progetto pronto da realizzare. Sono state lasciate ipotesi, compresa quella del project financing che la stessa precedente amministrazione regionale ha finito per bocciare».


