Nonostante gli interventi effettuati dall’azienda di Maratta l’odore del mangimificio continua ad inondare la Conca
TERNI – Le narici non mentono. E dicono che il problema dei cattivi odori che arrivano dal mangimificio di Maratta continuano ad essere un problema, nonostante l’azienda, nei mesi scorsi, abbia speso somme rilevanti per dotarsi di filtri e depuratori per la mitigazione olfattiva. Ma le lamentele aumentano (in realtà non si sono sopite neanche durante l’estate). I cattivi odori, una inconfondibile puzza di pesce deteriorato, si avvertono in tutta Terni, non solo a Maratta. Soprattutto in centro. Sui social decine di post. Un problema che si trascina ormai da anni e che ha visto gli interventi di Comune e Arpa, che si sono attivati più riprese. Risultato: le emissioni degli inquinanti sono in ordine, i cattivi odori no. «La puzza del Mare di Maratta ci soffoca» – tuonano non solo i titolari delle attività produttive della zona industriale, ma i residenti del centro. «Il cattivo odore è sempre più persistente e lavorare in queste condizioni è sempre più complicato», aggiungono. Tra le segnalazioni di protesta anche quella del segretario comunale di Forza Italia, Antonio de Angelis: «L’odore nauseabondo di crocchette per animali che, in certi giorni, si avverte in molte zone di Terni, è diventato insopportabile. So bene che l’azienda da cui proviene ha investito molto negli ultimi anni per cercare di ridurlo, ma evidentemente il risultato non è stato quello sperato. So anche che, secondo le rilevazioni di Arpa RPA, i limiti di legge sono sempre stati rispettati. Ma non basta. Una città che puzza non è più tollerabile».


