PERUGIA – “Nessuna risposta, ad oggi, alla richiesta inviata il 29 settembre alla Regione Umbria e all’USL Umbria 1 sulla paventata ipotesi di riduzione o sospensione dell’attività delle Aft del Perugino il sabato e nei giorni prefestivi, nella fascia oraria 8-14”. A tornare sulla questione è Augusto Peltristo, Capogruppo di Fare Perugia con Romizi – Forza Italia, che esprime preoccupazione per le possibili conseguenze di una riorganizzazione che “potrebbe comportare lo spostamento dei medici delle Aft per far fronte alle carenze della Continuità Assistenziale presso l’ex Grocco”.
“Sarebbe un grave errore affrontare le difficoltà di un servizio riducendone un altre – aggiunge – Le sette AFT del Perugino garantiscono una rete di assistenza distribuita sul territorio: concentrare le risposte sanitarie in un’unica sede significherebbe aumentare gli spostamenti e i disagi, soprattutto per anziani, persone fragili e cittadini con difficoltà motorie. Resta inoltre in attesa una risposta sui dati ufficiali relativi agli accessi alle AFT, in particolare quelli del sabato, giornata nella quale si registrano numeri più elevati e che risulta quindi fondamentale per valutare l’effettiva utilità del servizio. Appare difficile ipotizzare modifiche organizzative senza disporre di dati completi e senza un’adeguata valutazione delle esigenze dei cittadini”.
E ancora: “Le conseguenze potrebbero riguardare anche il Pronto Soccorso, con il rischio di un aumento degli accessi da parte di cittadini che non riuscissero a trovare una risposta sanitaria territoriale facilmente accessibile. Una scelta simile potrebbe inoltre generare comprensibile malcontento tra la popolazione, qualora venisse meno un servizio sul quale i cittadini fanno affidamento, senza adeguate alternative. La preoccupazione aumenta se si considera che una simile riduzione del servizio dovesse essere estesa a tutte le AFT della Provincia di Perugia o addirittura all’intero territorio regionale. Una scelta del genere provocherebbe ulteriori disagi e difficoltà per la popolazione, limitando l’accesso alle cure, soprattutto per le persone più vulnerabili e per chi ha maggiori difficoltà a raggiungere altre strutture sanitarie. Non possiamo permettere che le carenze organizzative si traducano in un peggioramento concreto dell’assistenza ai cittadini. La medicina territoriale deve essere potenziata, valorizzata e fatta conoscere, non depotenziata. Non possiamo pensare di risolvere una carenza organizzativa trasferendo il problema sui cittadini. Chiediamo alla Regione e all’USL Umbria 1 di chiarire la situazione, fornire i dati richiesti e garantire il mantenimento dell’attività delle AFT il sabato e nei giorni prefestivi”.
Peltristo sollecita quindi “una risposta urgente e ribadisce la necessità di individuare soluzioni alternative che tutelino la continuità assistenziale e il diritto dei cittadini a una sanità di prossimità, riservandosi ulteriori iniziative istituzionali qualora l’ipotesi dovesse trovare conferma”.

