Sfiducia a Bandecchi, M5S: «Basta far pagare a Terni il prezzo della sua sopravvivenza politica»

Il Movimento 5 Stelle annuncia la raccolta delle firme per la mozione di sfiducia al sindaco. Pica e Fiorelli: «Disponibili anche alle dimissioni davanti al notaio per lo scioglimento del Consiglio comunale. Non abbiamo paura delle urne»

TERNI – Il Movimento 5 Stelle di Terni rilancia l’iniziativa per porre fine all’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Bandecchi. Il coordinatore provinciale Daniele Pica e il consigliere comunale Claudio Fiorelli annunciano la raccolta delle firme necessarie a presentare una mozione di sfiducia, aperta a tutti i consiglieri che ritengono conclusa l’attuale esperienza amministrativa, indipendentemente dall’appartenenza politica. «Adesso le chiacchiere stanno a zero», dichiarano Pica e Fiorelli, che si dicono disponibili anche a percorrere la strada proposta dal centrodestra, ovvero la sottoscrizione delle dimissioni davanti a un notaio per arrivare allo scioglimento del Consiglio comunale. Fiorelli conferma la propria disponibilità a firmare nell’ambito di un’iniziativa collettiva, con il deposito contestuale degli atti una volta raggiunte almeno 17 adesioni. Parallelamente, il M5S porterà avanti la raccolta delle firme per la mozione di sfiducia: ne servono 13 per la presentazione e 17 voti per l’approvazione.

Secondo i due esponenti pentastellati, nessuna forza politica di opposizione può raggiungere da sola il risultato, ma tutte sono chiamate ad assumersi le proprie responsabilità. «Chi vuole chiudere l’amministrazione Bandecchi troverà nel Movimento 5 Stelle un interlocutore disponibile a percorrere entrambe le strade», affermano. Nel comunicato, Pica e Fiorelli criticano anche quanto accaduto durante la seduta consiliare del 26 ottobre, accusando l’amministrazione di essere paralizzata dai conflitti interni alla maggioranza. Nel mirino la discussione sulla mozione di sfiducia nei confronti dei presidenti di commissione, che, secondo il M5S, avrebbe distolto l’attenzione da questioni considerate prioritarie per la città. Tra queste, la situazione dei 60 lavoratori della Serafini che rischiano il posto di lavoro, la possibile cessione della rete del gas e l’introduzione di agevolazioni per consentire ai minori appartenenti a famiglie svantaggiate di accedere agli impianti sportivi. «È inaccettabile che il funzionamento delle istituzioni continui a essere ostaggio dei regolamenti di conti interni alla maggioranza», sostengono Pica e Fiorelli, chiedendo al sindaco di rispondere di quello che definiscono il suo fallimento politico.

Il Movimento 5 Stelle guarda, inoltre, alle prospettive future della città. Pica sottolinea la necessità di un’amministrazione capace di creare opportunità occupazionali per i giovani, sostenere chi avvia un’impresa e garantire servizi pubblici efficienti alle famiglie. Le differenze politiche tra le opposizioni, precisano i pentastellati, restano e saranno i cittadini a scegliere tra le diverse proposte. L’obiettivo immediato, tuttavia, è arrivare a una posizione chiara sulla conclusione dell’attuale esperienza amministrativa. «Alle dichiarazioni facciamo seguire impegni verificabili», concludono Pica e Fiorelli. «Terni ha già perso troppo tempo. Il suo futuro vale più della sopravvivenza politica del sindaco».

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