Concluso il procedimento di vigilanza ex art. 6 d.lgs. 201 del 2022 dell’Autorità nazionale anticorruzione: il sindaco non poteva nominare ai vertici della municipalizzata il suo assessore allo sviluppo economico
AU. PROV.
TERNI – E’ ufficiale: il sindaco Bandecchi non poteva nominare presidente di Asm il suo assessore allo sviluppo economico. Il caso era stato sollevato dal consigliere di Fratelli d’Italia Cecconi dopo che il primo cittadino aveva richiamato Ghione in giunta e inviato Cardinali in Asm dalla sera alla mattina seguendo l’insolita procedura d’urgenza.
Una designazione per somma urgenza che non ha convinto nessuno, neanche il segretario generale del Comune, Iole Tomassini: «Quanto disposto dal vigente Piano Integrato di Attività e Organizzazione – sezione anticorruzione – e dalla deliberazione del consiglio comunale n. 27/2024, ove viene disciplinato il processo relativo alle nomine di competenza del sindaco, prevedendo specifiche misure di prevenzione del rischio corruttivo, tra cui la pubblicazione di un avviso, la raccolta e comparazione dei curricula e il rispetto degli obblighi di trasparenza». «Tali misure attengono al corretto svolgimento del procedimento – scriveva nella relazione Iole Tommasini – e sono finalizzate a garantirne la tracciabilità e la trasparenza del procedimento, pur nel rispetto della competenza e del carattere fiduciario della scelta. Alla luce degli elementi acquisiti, si rileva che, nel caso in esame, non risultano applicate le suddette misure previste dal Piao. Le motivazioni rappresentate, connesse all’urgenza e alla natura fiduciaria della designazione, non appaiono idonee, in assenza di una specifica previsione derogatoria, a escludere l’applicazione delle misure di prevenzione previste dall’Ente». Alla fine la sentenza: un sonoro schiaffone al sindaco senza maggioranza.


