M.BRUN.
PERUGIA – Un garante dei detenuti, nominato dalla Regione che si vanta di aver ottenuto un risultato attraverso una lettera così tanto decisiva che in realtà non è mai arrivata a destinazione a tuttoggi.
Avranno sbagliato indirizzo? Fatto sta che poi il garante se la suona e se la canta, prendersi meriti di due posti nel Tribunale di sorveglianza, che in realtà sono stati decisi in autonomia dal Consiglio superiore della magistratura (la Commissione del Csm ne aveva discusso a settembre), tanto che un componente come Daniele Porena, docente all’Università di Perugia, ha ritenuto indispensabile diffondere una nota di chiarimento della vicenda.
Ecco la nota del professor Porena: “Due posti di magistrato di sorveglianza assegnati dal CSM all’Ufficio di Spoleto sui nove posti di magistrato ordinario in tirocinio complessivamente destinati al Distretto di Perugia.
Il Plenum del Consiglio superiore della magistratura, nella seduta di ieri, su proposta della Terza Commissione consiliare, ha individuato le sedi da assegnare ai magistrati ordinari in tirocinio nominati con D.M. 3 settembre 2025.
Tra le sedi individuate figurano complessivamente nove posti destinati al Distretto di Perugia. Di questi, due riguardano le funzioni di magistrato di sorveglianza presso l’Ufficio di Spoleto, consentendo così la copertura totale della relativa pianta organica.
Per completezza, preciso che la proposta della Terza Commissione consiliare era stata istruita e infine formalizzata ben prima del recente intervento sulla situazione degli organici dell’Ufficio di sorveglianza di Spoleto del Garante dei detenuti dell’Umbria (la cui lettera, peraltro, non risulta pervenuta al protocollo del CSM) e, a seguire, di alcuni rappresentanti parlamentari.
Quanto da ultimo, al solo fine di dar conto del fatto che le determinazioni del CSM hanno luogo sulla base di criteri oggettivi, statistiche e rilevazioni, relative alla geografia giudiziaria nazionale, e non sulla base di segnalazioni provenienti da corpi che, seppure molto autorevoli, sono estranei all’ordine giudiziario e al suo sistema di governo autonomo”.


