«Sicurezza delle strutture sanitarie pubbliche: la Regione pubblichi i dati e chiarisca le criticità»

Giambartolomei (FdI) chiede lumi alla giunta regionale

PERUGIA – “Quali strutture sanitarie pubbliche umbre sono in regola con le autorizzazioni? Quali si sono adeguate ai requisiti aggiuntivi e quali interventi sono stati programmati per superare eventuali carenze?”: lo chiede il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei, con un’interrogazione alla Giunta sullo stato delle autorizzazioni in tutti gli immobili delle quattro aziende sanitarie regionali.
“Non parliamo – spiega Giambartolomei – di un adempimento burocratico, ma di regole che riguardano la sicurezza delle attività sanitarie e la qualità dei percorsi di cura. Ogni singolo immobile in cui vengono erogate prestazioni deve essere autorizzato e sottoposto alle verifiche previste. La Regione renda noti i dati, struttura per struttura, e spieghi quali controlli siano stati effettuati. Il regolamento regionale 9/2023 prevede che le aziende sanitarie verifichino almeno ogni cinque anni la permanenza dei requisiti. In caso di gravi o reiterate inadempienze o di carenze, la normativa stabilisce inoltre che siano eliminate le difformità entro un termine massimo di trenta giorni. Per questo è necessario sapere non solo se una struttura risulta formalmente autorizzata, ma anche come vengono gestite le criticità: quali interventi siano richiesti, con quali tempi e quali misure temporanee siano previste per ridurre i rischi mentre si procede agli adeguamenti”.
“L’interrogazione – continua – riguarda anche le strutture sociosanitarie che assistono anziani, persone non autosufficienti e con disabilità, oltre alle strutture psichiatriche. Per queste realtà, il regolamento regionale 2/2022 ha introdotto requisiti aggiuntivi con un termine di adeguamento fissato al 12 aprile 2024. Vengono inoltre chiamati in causa gli ambulatori che svolgono attività di chirurgia ambulatoriale, per i quali i requisiti aggiuntivi previsti dalle deliberazioni regionali dovevano essere rispettati entro il 31 maggio 2025, dopo la proroga del termine iniziale. A fronte degli elenchi pubblicati per le strutture private che si sono adeguate, non risulta disponibile un quadro analogo per quelle pubbliche. Non sono reperibili neppure informazioni sull’adeguamento degli ambulatori chirurgici pubblici. Questa mancanza di trasparenza impedisce ai cittadini di conoscere la situazione e all’Assemblea di valutare se gli obblighi siano stati rispettati”.
“Per questo – conclude – chiedo alla Giunta di indicare lo stato delle autorizzazioni di ciascun immobile, gli eventuali provvedimenti adottati per le strutture sociosanitarie pubbliche e gli atti che attestano l’adeguamento degli ambulatori chirurgici. Pubblico e privato sono soggetti ai medesimi obblighi: non possono esserci disparità nell’applicazione delle regole. Se esistono difformità, occorre sapere dove si trovano, come si intende eliminarle e con quali tempi. La tutela della sanità pubblica comincia dalla garanzia che ogni struttura operi nel rispetto dei requisiti previsti per proteggere pazienti e cittadini”.

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