TERNI – Banco Desio ancora protagonista in Umbria. La partita per la Cassa di Risparmio di Orvieto si avvicina a una svolta decisiva: il gruppo bancario brianzolo sarebbe destinato a essere individuato da Mediocredito Centrale come interlocutore per l’avvio di una trattativa in esclusiva finalizzata alla cessione del controllo dell’istituto orvietano.
L’operazione riguarderebbe una partecipazione di controllo superiore all’80% del capitale e rappresenterebbe un passaggio significativo nel processo di riassetto del sistema bancario regionale, confermando il ruolo di Banco Desio nello scenario finanziario umbro.
La possibile scelta arriverebbe al termine della procedura competitiva avviata da MCC, che ha visto l’interesse di diversi gruppi bancari nazionali. Nella valutazione delle proposte, accanto agli aspetti economici, assumerebbero particolare rilevanza le prospettive industriali e la capacità di valorizzare una realtà profondamente radicata nel territorio.
Per Banco Desio non si tratterebbe di un nuovo ingresso in Umbria, ma del consolidamento di un rapporto costruito nel corso degli anni. Già nel 2014 il gruppo aveva acquisito il controllo della Banca Popolare di Spoleto, avviando un percorso di rafforzamento e integrazione.
Un’esperienza che ha consentito a Banco Desio di sviluppare una conoscenza diretta del tessuto economico regionale, delle imprese e delle comunità locali, costruendo nel tempo relazioni e competenze che potrebbero rappresentare un valore aggiunto anche nella nuova operazione.
A testimoniare la continuità di questo legame è anche la figura dell’attuale presidente di Banco Desio, Stefano Lado, che dal 2014 al 2017 ha ricoperto la presidenza della Banca Popolare di Spoleto, accompagnandone una fase particolarmente importante della storia. Un rapporto con l’Umbria che si è consolidato nel tempo e che conferisce all’eventuale acquisizione della Cassa di Risparmio di Orvieto un significato che va oltre la semplice espansione bancaria.
A confermare ulteriormente il radicamento territoriale del gruppo è anche la presenza, tra gli azionisti di Banco Desio, della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni (Fondazione Carit), socio di minoranza dell’istituto brianzolo. Un legame che testimonia la continuità dei rapporti con il territorio umbro e che assume particolare significato alla luce della possibile acquisizione della Cassa di Risparmio di Orvieto.
L’eventuale apertura della trattativa esclusiva non coinciderebbe ancora con il perfezionamento dell’acquisizione, ma costituirebbe un passaggio fondamentale verso la definizione dell’accordo, subordinato alle successive verifiche e alle necessarie autorizzazioni delle autorità competenti.
La vicenda segue il mancato perfezionamento della precedente operazione con Banca del Fucino, che nel dicembre 2024 era stata individuata da MCC quale interlocutore esclusivo, arrivando successivamente alla sottoscrizione di un contratto di compravendita, poi divenuto inefficace nel giugno 2026.
Al centro della nuova operazione c’è anche il futuro industriale della Cassa di Risparmio di Orvieto, una realtà che conta circa 41 sportelli e una presenza consolidata soprattutto tra Umbria, Lazio e Toscana. Il radicamento territoriale, la continuità dei rapporti con famiglie e imprese e la valorizzazione delle professionalità interne rappresentano elementi centrali nella definizione del nuovo assetto.
Per l’Umbria, l’eventuale acquisizione da parte di un gruppo bancario quotato e strutturato come Banco Desio potrebbe aprire una nuova fase di rafforzamento del credito locale, con opportunità di sviluppo e una maggiore capacità di accompagnare gli investimenti del tessuto produttivo.
Restano da definire i dettagli economici dell’operazione e il futuro assetto societario.
Se confermato, l’approdo di Banco Desio alla fase negoziale esclusiva segnerebbe un momento di particolare rilievo per il futuro della Cassa e per gli equilibri del sistema bancario umbro. Un’operazione che, dopo l’esperienza della Popolare di Spoleto, confermerebbe la centralità dell’Umbria nelle strategie di sviluppo del gruppo brianzolo.


