Bandecchi alla frutta: si dimetta

Forza Italia, Umbria Civica e Sinistra Italiana AVS chiedono di tornare alle urna in primavera

TERNI – Il sindaco senza maggioranza non lo vuole più nessuno. La seduta del consiglio comunale di lunedì 26 ottobre, ha scatenato una serie di reazioni politiche.

Forza Italia: «L’esperienza Bandecchi è al capolinea. Terni torni al voto nella primavera 2027»La posizione di Forza Italia sulla crisi che ha travolto la maggioranza in consiglio
comunale è chiara: l’esperienza amministrativa di Stefano Bandecchi alla guida di Terni
è giunta al capolinea. Quanto accaduto a Palazzo Spada nelle ultime settimane – la nota di Antonio De Angelis, Stefano Fatale e Guido Verdecchia – non è un incidente di percorso,
ma l’esito inevitabile di un progetto politico fondato sugli annunci e sullo scontro permanente, non sulla buona amministrazione. Il sindaco ha perso la maggioranza dei
numeri in aula, e a certificarlo sono stati i suoi stessi consiglieri, che hanno lasciato la coalizione denunciando il mancato rispetto del programma elettorale. Dopo tre anni e mezzo di governo cittadino, il bilancio è sotto gli occhi di tutti: nessuna
delle promesse fatte da Bandecchi ai ternani è stata mantenuta. Terni oggi è una città più
povera e più degradata, che ha perso tempo, opportunità e credibilità, mentre
l’amministrazione era impegnata in polemiche, rimpasti e prove di forza. Di fronte a questo quadro, ostinarsi a restare in sella cercando i numeri in Consiglio comunale sarebbe solo un ulteriore danno per la città. Forza Italia invita quindi il sindaco Bandecchi a prendere atto del fallimento del suo progetto e a rassegnare le dimissioni, restituendo la parola ai cittadini. Forza Italia, anche attraverso il suo rappresentante in Consiglio comunale, Guido Verdecchia, porrà in essere tutte le attività necessarie affinché Terni possa tornare al voto nella primavera del 2027. La città ha bisogno di un’amministrazione seria, credibile e capace di affrontare i problemi reali dei ternani: Forza Italia è pronta a fare la propria parte per costruirla».

Umbria Civica: «La crisi dell’amministrazione Bandecchi non può trasformarsi in una recita politica fatta di annunci, improbabili conferenze stampa e responsabilità scaricate sugli altri. C’è chi invita gli altri a muoversi e chi sostiene che non ci siano i numeri necessari. Ma, al di là del politichese, nessuno mette in campo un’iniziativa concreta per verificare fino in fondo chi sia davvero disponibile a sfiduciare il sindaco e a chiudere questa esperienza amministrativa. Non prendiamo in giro i ternani: chi vuole mandare a casa Bandecchi promuova un atto concreto, pubblico e verificabile, sul quale ciascun consigliere sia chiamato ad assumersi la propria responsabilità.
Solo così si chiarisce chi vuole davvero voltare pagina e chi, dietro le dichiarazioni di opposizione, consente all’amministrazione di proseguire.

Terni non può restare ostaggio di giochi di palazzo, trattative nei corridoi della politica e convenienze personali. Il futuro della città deve essere discusso alla luce del sole, davanti ai cittadini. Se i numeri non ci sono, emerga dai comportamenti e dalle scelte di ciascuno. Non diventi un alibi preventivo per lasciare tutto com’è. Non si deve mai avere paura del voto democratico dei cittadini. Terni merita chiarezza, coerenza e un’amministrazione capace di governare, non tatticismi utili soltanto a conservare gli equilibri di palazzo».

Sinistra Italiana AVS: «L’esperienza di Bandecchi alla guida della città è politicamente finita. Il suo progetto ha fallito e la crisi della maggioranza è sotto gli occhi di tutti. Il Consiglio comunale di questa mattina ha sancito la paralisi amministrativa della giunta, piegata al tatticismo politico. In questi anni abbiamo assistito a troppe giravolte e troppi giri di poltrone. Oggi il Consiglio comunale è in balia di giochi di potere e posizionamenti da Risiko, mentre Terni continua ad arretrare e a sprofondare in un pantano senza fine. Manca una visione di sviluppo economico per la città. Le serrande si abbassano, mentre si progettano nuovi centri commerciali; sul centro e sulla ZTL regnano confusione e improvvisazione, e manca una vera politica culturale. A questo si aggiunge il rischio di svendere la rete del gas, una scelta che va fermata e discussa nell’interesse della comunità. Ma c’è una questione che rende ancora più grave l’attaccamento alla poltrona del sindaco e della sua maggioranza: il permesso a costruire una clinica privata, promossa da Stadium e legata alla Ternana Women, che punta a essere convenzionata con il Servizio sanitario pubblico. Una vicenda che intreccia interessi pubblici e privati e sulla quale restano interrogativi politici e amministrativi rilevanti. È legittimo chiedersi se la volontà di mantenere il controllo sul procedimento amministrativo di questo progetto sia una delle ragioni principali, se non la principale, per cui Bandecchi vuole evitare la fine della sua sindacatura.

Non possiamo restare inermi davanti a un mercanteggiamento a cielo aperto, consumato sulle spalle delle istituzioni democratiche e dei cittadini. Terni ha bisogno di serietà, di una prospettiva di sviluppo e di risposte ai problemi reali, non di manovre per restare aggrappati al potere.

Una mozione di sfiducia può essere il passaggio per mettere fine a questa esperienza amministrativa. Le differenze politiche e le diverse idee sul futuro della città restano, ma oggi serve una responsabilità comune verso i cittadini. È il momento di mettere da parte i tatticismi e assumersi la responsabilità di chiudere, il prima possibile, questa parentesi amministrativa».

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