Duro scontro in aula tra il sindaco di Terni e il capogruppo del Pd, Spinelli: «La cittadinanza italiana non è materia sua»
TERNI – «Questa mattina, nel corso del consiglio comunale, il sindaco Stefano Bandecchi ha ribadito la propria intenzione di “bloccare” il rilascio delle cittadinanze italiane».
Il capogruppo del Pd, Pieluigi Spinelli, è intervenuto «perché su un tema così delicato è necessario ristabilire un principio molto semplice: la cittadinanza italiana non viene concessa dal sindaco e non può essere negata dal sindaco sulla base delle sue convinzioni personali o politiche».
«La cittadinanza è materia disciplinata dalla legge dello Stato. Le autorità competenti ò agomenta Spinelli – verificano la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa e svolgono gli accertamenti necessari. A seconda del procedimento, vengono valutati requisiti quali la durata e la regolarità della residenza, la conoscenza della lingua italiana almeno di livello B1 nei casi previsti, la disponibilità di redditi adeguati e l’assenza di cause ostative connesse alla sicurezza della Repubblica o a determinate condanne penali. Non esiste, invece, un requisito chiamato “gradimento del sindaco”.
Quando il procedimento si conclude positivamente e viene adottato il decreto di concessione, il Comune interviene per gli adempimenti di stato civile previsti dalla legge, compreso, nei casi previsti, il giuramento. Il sindaco non dispone di un potere politico né amministrativo di veto sulla decisione dello Stato. È questo che ho ricordato oggi in Consiglio comunale, polemizzando con le dichiarazioni del sindaco.
Un sindaco può avere le proprie opinioni sull’immigrazione e può persino contestare le leggi vigenti, chiedendo al Parlamento di cambiarle. Quello che non può fare è attribuirsi competenze che l’ordinamento non gli riconosce. La cittadinanza italiana è una cosa seria. Proprio per questo esistono requisiti, controlli e procedure rigorose. Chi li possiede e conclude positivamente l’iter previsto dalla legge ha diritto a trovare nelle istituzioni comunali il rispetto ordinario delle procedure. Le istituzioni appartengono a tutti e le leggi valgono per tutti, sindaco compreso».


