PERUGIA – Ancora rifiuti lungo le sponde del Tevere in Umbria. Domenica 4 ottobre, nell’area di Ponte San Giovanni, si è svolta una nuova attività di river litter nell’ambito di Plasticentro, il progetto promosso e coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale e realizzato con la collaborazione di Legambiente e di altri partner, tra cui Enea, Arpa Umbria, Arpa Lazio e Università Politecnica delle Marche, con l’obiettivo di contrastare la dispersione dei rifiuti nei corsi d’acqua e prevenire il loro arrivo in mare.
I volontari e le volontarie di Legambiente Umbria e del Circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere hanno svolto il quarto ed ultimo monitoraggio stagionale “In azione per il Fiume Tevere”, rimuovendo complessivamente 82 chilogrammi di rifiuti a Ponte San Giovanni. Tra i materiali recuperati anche una sedia abbandonata sulle sponde del fiume, una bombola gas da campeggio, numerosi contenitori e materiali in polistirolo, secchi e rifiuti riconducibili ad attività di pesca, tra cui lenze e utensili, rinvenuti anche in un’area in cui la pesca non è consentita. Un totale di rifiuti che ci racconta molto delle frequentazioni dell’area, preda di incuria e abbandoni talvolta premeditati, come racconta il dettaglio dei rifiuti raccolti: 37,9 chilogrammi di vetro, 36 chilogrammi di indifferenziato, 8,5 chilogrammi di plastica e metalli e 220 grammi di carta e cartone. Di questo totale, sono almeno 6 i sacchi di rifiuti indifferenziati rinvenuti già abbandonati nell’area.
L’attività di river litter della scorsa domenica 4 ottobre si inserisce in un percorso di monitoraggio e raccolta che ha già interessato per tre volte la stessa area del Tevere. Nelle tre campagne stagionali precedenti sono stati censiti e classificati 630 rifiuti, dei quali 353 costituiti da plastica, pari al 56% del totale.
I dati raccolti confermano la necessità di intervenire anche lungo i tratti fluviali dell’entroterra, intercettando i rifiuti prima che possano essere trasportati verso valle e raggiungere le aree di foce, le coste e il mare. Un’azione che affianca il monitoraggio scientifico alla raccolta diretta e al coinvolgimento delle comunità locali.
«Le attività sul Tevere ci permettono di vedere concretamente quanto sia importante intervenire alla fonte del problema – dichiara Martina Palmisano, Vice Direttice Legambiente Umbria e Presidente del circolo locale. «Ogni rifiuto raccolto lungo le sponde è un rifiuto che non verrà trasportato dal fiume verso valle. Ma i dati dei monitoraggi ci dicono anche che la raccolta da sola non basta: è necessario individuare le fonti della dispersione, rafforzare la prevenzione e continuare a coinvolgere attivamente la cittadinanza e i territori».
L’esperienza umbra si inserisce nel quadro più ampio di Plasticentro, che interessa i territori del Lazio, delle Marche e dell’Umbria. Il progetto ha previsto, accanto alle attività di raccolta e monitoraggio, l’installazione di tre barriere sui fiumi Tevere, Aniene e Tronto, oggi operative.
Fino al 21 luglio 2026 scorso le tre barriere hanno intercettato complessivamente oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica, impedendone il proseguimento verso valle e quindi il possibile arrivo in mare. Nello stesso periodo le campagne di raccolta volontaria hanno coinvolto circa 200 persone, tra cittadinanza, associazioni, mondo studentesco, lavoratrici e lavoratori impegnati in attività di volontariato ambientale, consentendo di rimuovere complessivamente circa 1,5 tonnellate di rifiuti.
Parallelamente, le attività di citizen science hanno permesso di censire e classificare i rifiuti presenti lungo le sponde dei fiumi e nelle aree prossime alle foci. Nelle tre campagne realizzate tra primavera 2025 e primavera 2026 lungo Tevere e Tronto sono stati registrati complessivamente 12.742 rifiuti, con la plastica che rappresenta l’85,7% del totale.
Il quadro complessivo conferma quindi il ruolo strategico dei fiumi come vettori di rifiuti verso il mare e l’importanza di intervenire lungo tutta l’asta fluviale, dalle aree interne fino alle zone di foce. In Umbria le attività proseguiranno con nuove azioni di monitoraggio, sensibilizzazione e coinvolgimento delle comunità locali, contribuendo a conoscere meglio il fenomeno della dispersione dei rifiuti e a individuare le azioni più efficaci per prevenirlo. Nelle prossime settimane, al termine delle attività in tutte le tre regioni target, si avrà il bilancio finale del progetto Plasticentro.


