«Calenda che stronca Proietti è un fatto politico gravissimo», dice Arcudi. Ma soprattutto apre una questione nazionale: il centro è marginale nel Campo largo

Le rotaie sulle quali corre il treno del Patto Avanti in Umbria sono state poggiate dalla sinistra, anche massimalista. Il vecchio centrosinistra storico che ha governato qui per 50 anni è stato archiviato. E, a sentire Schlein, questo succederà in caso di vittoria anche a livello nazionale

di Marco Brunacci

PERUGIA- Calenda e l’Umbria, atto terzo. E’ il consigliere di opposizione Nilo Arcudi (Umbria civica), a cogliere nelle dichiarazioni del leader di Azione “un fatto politico di particolare gravità”.
La stroncatura da parte di Carlo Calenda delle politiche della Regione a guida Proietti, per conto del Patto Avanti, apre una questione umbra, per una parte subito chiusa dagli esponenti regionali del partito i quali in maggioranza sono e in maggioranza restano, poltrone incluse. Ma per un’altra parte, la questione assume un rilievo nazionale. Lo aveva anticipato Umbria7, lo riprende Arcudi: quale futuro c’è per il centro del centrosinistra e per le politiche di centro moderato, non schierato a priori, nelle scelte del Campo Largo-larghissimo che ha avuto il suo battesimo vincente in Umbria? Le posizioni di Arcudi le riportiamo qui di seguito per intero, ma è utile sottolineare che in questi mesi Umbria7 ha sollevato, rispetto alle scelte della Regione, questioni molto pratiche, di amministrazione, facendo riferimento più e più volte al buon senso.
Dal diluvio di tasse decise come ouverture della legislatura, al ceto medio preso come pungiball da tutti i provvedimenti dell’assessore Barcaioli, alla grottesca arrampicata sugli specchi per giustificare la rinuncia al termovalorizzatore nella chiusura del ciclo dei rifiuti, al misterioso Piano sanitario, senza dimenticare il dossier delle liste d’attesa, il cui numero è custodito nei cassetti di Punto Zero (lo nominiamo ma solo con deferenza, dopo la diffida formale a non occuparsi della prestigiosa società in house, interamente a capitale pubblico, quindi soldi di tutti i cittadini, della Regione). Questi stessi temi sono però cartine di tornasole di scelte politiche, che, con ogni evidenza, sono ispirate molto di più dalla sinistra massimalista che dal centrosinistra “storico” che in Umbria ha amministrato per 50 anni, curandosi di dare spazio al centro.
Nel momento in cui Elly Schlein sceglie di esportare a livello nazionale il modello con il quale sono state ribaltate Perugia e l’Umbria diventa interessante, molto interessante, seguire ogni dossier. Quello che abbiamo visto da vicino e con preoccupazione a livello locale potrebbe essere replicato a livello nazionale nel caso di vittoria di Schlein e alleati.
Ecco che il dossier Umbria assume un rilievo speciale. E diventano interessanti, anche in questa prospettiva, le osservazioni del consigliere Arcudi.

Eccole qui di seguito.

“Le dichiarazioni di Carlo Calenda rappresentano un fatto politico di particolare gravità, soprattutto perché provengono dal leader di Azione, una forza politica che ha sostenuto la candidatura di Stefania Proietti alle elezioni regionali”, così, in una nota il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc)

“Calenda – continua Arcudi – definisce ‘disastroso’ il bilancio della Giunta regionale, afferma che per le imprese è stato fatto ‘poco o niente’ e ribadisce che Azione non è mai stata né sarà parte del campo largo. Parole – osserva il consigliere di opposizione – che aprono una questione politica evidente: quale spazio esiste oggi, all’interno della coalizione che governa l’Umbria, per le forze moderate, riformiste e di centro?

“Come gruppo consiliare – continua Arcudi – sosteniamo da tempo che l’attuale maggioranza regionale sia sempre più condizionata dalle posizioni del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, con un’impostazione che riteniamo distante da una cultura di governo moderata, pragmatica e riformista. Le nostre critiche riguardano scelte precise: l’aumento delle tasse, le difficoltà sul Nodo di Perugia e sull’Alta Velocità, le politiche sui rifiuti e sul termovalorizzatore, le controversie sulla clinica e sullo stadio di Terni. Su queste questioni vediamo prevalere troppo spesso contrapposizioni ideologiche rispetto alla ricerca di soluzioni concrete per cittadini, famiglie e imprese”.

“Le parole di Calenda – commenta Arcudi – assumono quindi un significato politico che va oltre il giudizio sull’operato della Giunta. Evidenziano le profonde distanze tra le diverse culture politiche che hanno sostenuto Stefania Proietti e pongono un interrogativo sulla possibilità di conciliare, nell’attuale maggioranza, le istanze riformiste con quelle della sinistra più radicale. È una questione che riguarda il futuro dell’Umbria, la sua capacità di attrarre investimenti, realizzare infrastrutture strategiche e sostenere lo sviluppo economico. Su questi temi – conclude Arcudi – chiediamo alla maggioranza regionale un confronto politico chiaro, fondato su scelte concrete e non su equilibri di coalizione”.

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