La Fondazione Carit aderisce al festival promosso da Abi e Acri: visite guidate al monumento con un focus sugli interventi di recupero appena terminati
TERNI – Dopo il restauro finanziato dalla Fondazione Carit, l’Anfiteatro romano di Terni riapre le sue porte alla città. E lo fa con tre appuntamenti speciali nell’ambito di “è cultura! 2026”, il festival diffuso promosso da ABI e ACRI che dal 16 al 24 ottobre porta in tutta Italia eventi, incontri e aperture straordinarie. Ad annunciarlo è il presidente della Fondazione Carit, Emiliano Strinati, che aderisce alla quarta edizione della manifestazione nazionale che mette in rete banche, fondazioni bancarie e imprese per una cultura accessibile, inclusiva e per tutte le generazioni. Il cuore dell’iniziativa ternana è l’Anfiteatro Fausto. Nelle giornate di sabato 17, domenica 18 e sabato 24 ottobre, oltre all’ingresso libero dalle 16 alle 19, la Fondazione propone tre visite guidate gratuite della durata di circa un’ora per riscoprire il monumento e gli interventi di recupero appena conclusi. Questo il calendario:sabato 17 ottobre, ore 11.00domenica 18 ottobre, ore 16.00sabato 24 ottobre, ore 11.00Prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente al numero 340 3458209 (Le Macchine Celibi Soc. Coop.). Con lo stesso biglietto si potrà accedere anche al CAOS – Museo di Arte Moderna e Contemporanea “Aurelio De Felice” e al Museo Archeologico “Claudia Giontella”, aperti dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
L’intervento finanziato dalla Fondazione Carit, terminato nel 2025, ha riguardato il restauro dei paramenti murari, caratterizzati da tecniche costruttive diverse: dall’opus reticulatum delle parti esterne e dei percorsi, ai blocchetti di pietra sponga degli ambienti di servizio, fino all’opera incerta delle sostruzioni delle gradinate. Un lavoro fondamentale per uno dei monumenti di maggior spicco della città. L’edificazione si presume risalga all’epoca giulio-claudia, sotto l’imperatore Tiberio, intorno al 30-32 d.C., perché correlata a un’iscrizione del 32 d.C. di Fausto Tito Liberale, seviro augustale – componente del collegio preposto al culto imperiale – rinvenuta nel XV secolo nei pressi del sito. Da qui la denominazione tradizionale di “Anfiteatro Fausto”, anche se una nuova analisi del testo ha appurato che si tratta di una dedica sacra, non direttamente riferibile al monumento. In origine sorgeva all’interno delle mura cittadine, ai margini dell’abitato e circondato da una zona di rispetto non edificata. Nei secoli è stato oggetto di diverse campagne di scavo e restauro che ne hanno riportato alla luce parti significative.Oggi è un luogo vivo: d’estate ospita spettacoli dal vivo e cinema all’aperto, tutto l’anno è meta di visite per la sua rilevanza storica. Con “è cultura!”, la Fondazione Carit conferma la sua missione: valorizzare il patrimonio storico-artistico locale e offrire occasioni concrete per riavvicinare cittadini e visitatori alla storia e all’identità di Terni.

