I 50 prof. universitari che cambieranno Terni

Il dipartimento e il corso di laurea sulla IA porteranno decine di docenti in più

TERNI – Ci sono numerosi indicatori che dicono che questa volta per l’Università a Terni è la volta buona.
C’è il progetto dell’Università in centro con il Cmm e piazzale Bosco che stanno diventando un grande e moderno contenitore. C’è l’impegno preciso dell’Unipg di istituire nella città dell’acciaio un dipartimento tutto ternano e un corso di laurea sulla Intelligenza artificiale. C’è il coinvolgimento della più grande azienda cittadina, Ast, e di attori fondamentali come la Fondazione Carit. C’è soprattutto il bando che l’università di Perugia ha fatto per reclutare i 50 docenti che si andranno ad aggiungere a quelli già operativi a Medicina, Ingegneria ed Economia. Professori che sono già stati individuati con i contratti che verranno siglati in vista del prossimo anno accademico. Cinquanta docenti che porteranno conoscenza e perché no stimoli alla città.
Negli ultimi decenni Terni ha perso molti dei suoi luoghi pensanti e decisionali, con decine di aziende passate nelle mani dei grandi gruppi internazionali, con istituzioni e servizi pubblici trasferiti a Perugia, con la grande crisi dei partiti, soprattutto quelli della sinistra, che a Terni sono stati nel dopoguerra un luogo di formazione e di crescita.
Ora arrivano 50 “teste particolarmente pensanti” per una città che trova finalmente una dimensione universitaria. I 50 prof dovrebbero portare a pieno regime un migliaio di studenti in più. Tanti se si considerano gli attuali 2.300. Un bell’incrememto, d’altronde Narni “azzeccando” il corso di laurea in scienze dell’investigazione ne ha reclutati 800 in un solo colpo. Il lavoro da fare in campo universitario è ancora tanto: Viterbo, che ha una popolazione che è la metà di Terni, ha 10mila studenti iscritti alla Tuscia.

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