PERUGIA – Una spy story avvincente, ambientata in scenari esotici e contesti internazionali attualissimi, come lo scontro tra potenze per accaparrarsi le cosiddette terre rare, con personaggi accuratamente caratterizzati, che potrebbe benissimo ambire a diventare un film; un autore, Michele Fioroni, conosciuto e stimato nei mondi in cui si è sempre mosso per passione o per lavoro – università, impresa e politica –, carismatico e di grande capacità comunicativa, dedicatosi ultimamente alla narrativa, con altri tre romanzi alle spalle che hanno già ottenuto consensi da critica e pubblico; infine, un parterre di ospiti d’eccezione composto dalla giornalista Maria Soave, giornalista del Tg1 e 1mattina news, dall’ambasciatore Gianni Castellaneta, già consigliere diplomatico di Silvio Berlusconi, dal presidente di Leonardo, Francesco Macrì, e dall’attrice Laura Chiatti. Gli ingredienti affinché ‘Il bevitore di tè’ di Michele Fioroni riscuotesse grande successo anche a Perugia c’erano tutti, e così è stato. Dopo l’anteprima romana di due settimane fa, ‘Il bevitore di tè’ ha fatto sold out anche nel capoluogo umbro dove è stato presentato venerdì 9 ottobre, non a caso nella sede di Confindustria Umbria, dove i temi delle risorse, della geopolitica, delle materie prime strategiche e dell’innovazione tecnologica sono particolarmente sentiti. Il pubblico di Perugia ha risposto con calore – tra le oltre duecento persone presenti, anche molti esponenti del mondo politico –, con un auditorium attento ad ascoltare l’autore, i vari relatori e la lettura di alcuni brani del testo, particolarmente evocativi, da parte di Laura Chiatti. “La trama di questo romanzo – ha raccontato Fioroni – parte da un brevetto su una tecnologia per l’estrazione delle terre rare, che può cambiare gli schemi del potere globale. Su questo brevetto sono in tanti a voler mettere le mani, non per ultimo il governo russo. Da questo scenario si snoda un intreccio che parte da una missione del protagonista, Richard Parnasi, incaricato dal governo italiano di chiudere un accordo con il Marocco per testare questa nuova tecnologia su un loro sito estrattivo. Allo stesso tempo ci sono i russi che vogliono metterci le mani: viene coinvolto un oligarca e un nobile andaluso che in passato gestiva per il Kgb i traffici nel Mediterraneo e l’influenza russa nel Nord Africa. Si scatena quindi tutta una serie di eventi che culminano in un evento topico, quando la moglie di Parnasi, in missione con lui nel Marocco, scompare nella medina di Marrakesh”. “Il libro è molto interessante – ha commentato Soave – perché è un romanzo, ma con uno sfondo importante dal punto di vista industriale e strategico, come quello della geopolitica delle terre rare”. “Il libro – gli ha fatto eco l’ambasciatore Castellaneta – contribuisce molto ad attirare l’attenzione sui grandi temi internazionali mischiando fantasia e realtà. Non un’arida descrizione dei temi, ma aggiungendo un contorno romanzesco e di piacevole lettura, Fioroni attira le persone ad approfondire i temi più importanti di questo periodo”. “La capacità di innovare – ha concluso Macrì, offrendo le sue riflessioni – è uno dei grandi patrimoni del nostro Paese. Dare valore a questa ricchezza significa dare forza alle nostre conoscenze e competenze, creando le condizioni per preservarne la rilevanza strategica e consolidare il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale. Voglio sottolineare l’importanza di questa sfida per il futuro dell’Italia. Il romanzo richiama una questione molto concreta: la capacità del nostro Paese di valorizzare le proprie eccellenze tecnologiche e manifatturiere, riconosciute a livello mondiale. Leonardo ne rappresenta un esempio, grazie a un patrimonio di competenze avanzate e a una filiera di imprese altamente specializzate che contribuisce alla competitività del sistema industriale italiano. La solidità delle filiere e la diversificazione degli approvvigionamenti sono condizioni fondamentali per competere a livello globale. Mettere a sistema le nostre eccellenze, rafforzando la collaborazione tra industria, ricerca e istituzioni, significa consolidare l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa e contribuire da protagonisti alla costruzione delle capacità strategiche del futuro”.
Insomma, recensioni più che lusinghiere e riscontri di pubblico e di vendite più che positivi per questo nuovo capitolo della saga thriller ideata da Michele Fioroni, che potrebbe aprire le porte, perché no, anche a un futuro cinematografico.


