Digital Meet 2026, l’anteprima festival in Fondazone Carit

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella pubblica amministrazione, i temi della sicurezza, della cybersecurity, della tutela dei dati e dell’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie. LE FOTO. I VIDEO


TERNI – Il Pre-opening del più grande festival italiano su alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese, promosso da Fondazione Comunica, nella sede della Fondazione Carit. «Il legame con questa iniziativa – spiega il presidente della Fondazione Carit, Emiliano Strinati – ha radici consolidate: nel 2020 l’allora consiglio di amministrazione ha deliberato il primo stanziamento a favore del progetto e da quel momento l’ impegno si rinnova annualmente. Anche per il 2026 si è inteso rinnovare la proficua sinergia nel segno dell’alfabetizzazione informatica, della divulgazione e dell’uso consapevole degli strumenti digitali. I lavori della tavola rotonda di oggi (sabato 10 ottobre, ndr) hanno acceso i riflettori sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e Pubblica Amministrazione, protagonista dello scenario della nostra realtà nazionale».

Nella sala Candelori di Palazzo Leoni Montani, un confronto tra super esperti – il presidente della Fondazione il presidente di Fondazione Comunica e founder DIGITALmeet, Gianni Potti, il presidente della Sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Umbria, Luigi Magni; Paolo Gobbi (client business partner Horsa Insight), Alessandro Sperduti (professore Dipartimento di Matematica “Tullio Levi-Civita’’ dell’Università di Padova), Mauro Conti, esperto di sicurezza informatica e cybercrime, Paolo Gubitta (professore ordinario di Organizzazione Aziendale e Family Business, Università di Padova) – sulle competenze necessarie per affrontare il futuro. Le opportunità per semplificare i processi e migliorare i servizi ai cittadini, ma anche i temi della sicurezza, della cybersecurity, della tutela dei dati e dell’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie.

Il founder di Digitalmeet, Gianni Potti, ha sottolineato come «un uso inconsapevole dell’IA può ridurre l’esercizio delle capacità individuali e portare all’atrofia delle competenze. Nella pubblica amministrazione, la qualità dei dati e la chiarezza dei procedimenti sono condizioni preliminari per un impiego efficace dell’IA. Servono criteri comuni di raccolta e organizzazione dei dati, sistemi interoperabili e basi di conoscenza aggiornate. Questo patrimonio deve essere gestito come una risorsa pubblica, definendo chi può accedervi, dove i dati vengono trattati e come se ne garantiscono protezione e controllo. L’obiettivo è una pubblica amministrazione aumentata, capace di ridurre attese e complessità e di dedicare più attenzione ai bisogni dei cittadini».

Per Alessandro Sperduti, «l’accelerazione tecnologica richiede inoltre di investire in capacità che restano utili al cambiare degli strumenti: ragionamento logico, pensiero computazionale, apprendimento continuo e comprensione dei processi. Le conoscenze umanistiche e la creatività aiutano a formulare problemi diversi e a preservare la varietà delle soluzioni, riducendo il rischio di omogeneizzazione associato all’impiego degli stessi modelli».

All’evento è intervenuto anche Paolo Gobbi, Client Business Partner di Horsa Insight, società specializzata nella progettazione ed erogazione di servizi digitali. Horsa Insight ha sviluppato con Fondazione Carit il progetto “Terni Ascolta: Assistente AI per il cittadino”, una piattaforma digitale basata sull’intelligenza artificiale, concepita per favorire l’ascolto e offrire assistenza ai cittadini

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