ospedale Città di Castello

Spintona e fa cadere a terra un infermiere

Succede al Pronto soccorso di Città di Castello

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Ancora un’aggressione che vede come vittima un operatore della sanità. L’ultimo caso arriva da Città di Castello. Secondo prima ricostruzione dei fatti, l’uomo autore dell’aggressione si era presentato al Pronto Soccorso ed era stato preso in carico dal triage intorno alle 17.30 di ieri (venerdì 9 ottobre), ricevendo un codice a bassa priorità. Durante l’attesa avrebbe manifestato ripetuti atteggiamenti di insofferenza nei confronti del personale sanitario, che lo ha ripetutamente rassicurato spiegando che i medici e il personale sanitario in servizio erano impegnati nell’assistenza di utenti giunti al Pronto Soccorso con condizioni cliniche caratterizzate da livelli di priorità superiori. Intorno alle 19 si è poi verificata l’aggressione fisica: l’uomo ha spintonato l’infermiere in servizio, facendolo cadere a terra e generando momenti di tensione all’interno del reparto. Il sanitario è stato immediatamente soccorso dai colleghi e ha riportato un trauma cranico e lesioni con una prognosi di 15 giorni.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Città di Castello, che hanno raccolto le prime testimonianze e avviato la denuncia d’ufficio nei confronti dell’uomo, come previsto dalla normativa vigente in materia di aggressioni al personale sanitario. In seguito ai fatti verificatisi e tenuto conto sia del quadro clinico della persona coinvolta sia della necessità di gestire gli aspetti emotivi conseguenti all’episodio, l’uomo è stato trattenuto dai sanitari e risulta attualmente ricoverato presso l’ospedale.La Direzione generale della Usl Umbria 1, insieme alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e alla direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, esprime “la più ferma condanna per la grave aggressione subita da un infermiere in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Città di Castello nella serata del 9 novembre, manifestando al professionista la massima solidarietà e vicinanza. L’Azienda sanitaria comunica, inoltre, la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento che scaturirà dall’accaduto, nella convinzione che episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari debbano essere denunciati e perseguiti con determinazione, affinché simili comportamenti non abbiano più a ripetersi”.  La Usl Umbria 1 rinnova “il proprio sostegno al professionista aggredito e ribadisce il proprio impegno nella tutela della sicurezza degli operatori sanitari, che ogni giorno garantiscono assistenza e cura ai cittadini con professionalità e dedizione”.

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