DI VINCENZO SILVESTRELLI*
PERUGIA – Il 19 ottobre 2026, Lorenzo Ermenegildi Zurlo, consigliere comunale di Perugia, sul suo profilo Facebook ha presentato un allarme per una attività promossa dalla scuola di San Sisto in collaborazione con il Movimento per la Vita di Perugia. Ci permettiamo di associare questa reazione ad un noto esperimento, il riflesso di Pavlov.
Il riflesso condizionato o riflesso pavloviano, dal nome dello scienziato russo Ivan Pavlov che elaborò il concetto agli inizi del Novecento nell’ambito degli studi sul comportamento, è la risposta che il soggetto, in genere un animale, dà alla presentazione di uno stimolo condizionante. L’animale ad esempio emette salivazione se l’offerta di cibo è collegata ad un suono e la fa, dopo un po’, anche se il cibo manca.
L’attività proposta dal Movimento per la Vita e dal circolo didattico, riguardava l’influsso dell’uso di smartphone sull’educazione dei bambini. Non aveva niente a che fare dunque con le iniziative più istituzionali della associazione che riguardano direttamente la tutela della vita dal concepimento alla morte, con attenzione ai più deboli. Questa attività a
favore della vita è sempre vista dal piddino «ideologizzato», non si sa perché, come estremistica e di destra e quindi, «trascina», ogni altro contenuto proposta dal Movimento.
Il nome dell’associazione ha scatenato evidentemente una reazione di tipo pavloviano, sia nel consigliere che nei sostenitori del post, reazione che prescindeva dal contenuto
dell’attività organizzata dalla scuola insieme al movimento per la vita e che riguardava l’impatto della esposizione alla connessione continua in rete sui processi di apprendimento, con la collaborazione di titolati esperti. Per quanto ci riguarda crediamo che la preoccupazione per l’educazione dei bambini debba essere una sensibilità di tutti. Dovrebbe, ad esempio, far riflettere il fatto che i proprietari della IA non permettono ai propri figli di usare lo smartphone prima dei 14 anni di età.
Ci auguriamo dunque con il dott. Zurlo torni a comportamenti «non pavloviani» più consoni con la natura razionale dell’uomo, attenendosi al contenuto della iniziativa che valuta e,
insieme alla Amministrazione comunale, impegnandosi per altre che vadano nella stessa direzione per la tutela dei processi di apprendimento dei bambini.
*presidente associazione EticaMente


